Problemi della transizione 1979

Economia e territorio

cercatore. Quello che certamente sarà condiviso da tutti è che un grande lavoro di analisi empirica è da condurre, che ancora troppi pezzi mancano alla nostra analisi. Un esempio può essere utile per chiarire meglio quanto si è detto. Lo schema interpretativo delle «tre italie» è un costrutto certo estremamente semplificato, fondato su una evidenza em pirica limitata e datata (i dati si riferiscono principalmente al 1971), esso implica certamente alcune generalizzazioni sui comportamenti socio-politici non sempre sostenibili ad una analisi più attenta. Ma come negare il salto qualitativo che que sto schema ci ha consentito nell ’ indagare il nostro sistema pro duttivo e le tendenze in atto; come negare che certi comporta menti dei settori economici, del mercato del lavoro hanno tro vato in questo schema rilievo e una sistemazione più rigorosa. Non solo, ma oggi anche grazie a questo schema mentale ve diamo insorgere e prendere forma problematiche ancora più vaste quali: le specifiche formazioni e istituzioni sociali e cultu rali che si connettono a certe evoluzioni del processo economi co; il ruolo e il rilievo di certe forme associative economiche e politiche; il sistema politico e istituzionale e il suo rapporto con il processo economico, le sue possibilità di indirizzarlo, di con trollarlo, in breve, di operare una politica programmatoria. In sintesi stiamo acquisendo, anche grazie a schemi sem plificati, la consapevolezza che per indagare il processo econo mico nel nostro paese, per superare i gravi squilibri regionali che esso non ha eliminato occorre dotarsi anche a livello terri toriale di un ’ analisi estremamente approfondita sia delle tradi zionali macrovariabili che caratterizzano gli aspetti relativi alla domanda, sia di quelle che spiegano le componenti dell ’ offerta (il sistema industriale, la sua struttura, le sue interdipendenze, la localizzazione delle imprese. ..). Come si è detto, questa ana lisi è ancora insufficiente se non la si completa con l ’ analisi del la struttura sociale e con quella dell ’ operare del sistema politico nazionale e locale. 3. - Una prospettiva essenziale, anche se troppo spesso trascurata, per l ’ analisi dei sistemi economici a livello territo riale si ritrova nella battaglia per organizzare lo stato e il gover no del sistema economico su una base decentrata e con una «fi losofia» programmatoria. Una tale prospettiva richiede innanzitutto di sviluppare a fondo il nesso che corre fra l ’ esplicazione del potere dal «cen tro» del sistema economico e la pluralità di processi, di poteri che si manifestano nella «periferia». Ma non si tratta solo di un problema conoscitivo, la questione è più grossa e attiene alla realizzazione di una concezione politica che si potrebbe sinte tizzare nell ’ impossibilità di restituire al «vecchio» stato funzio ne e credibilità. I modelli liberisti e di pianificazione globale hanno mostrato limiti profondi; al tempo stesso sta emergen do, da un lato, il bisogno di un comando centralizzato, di una guida razionale, dall ’ altro una spinta centrifuga fondata sulla ricerca individuale e di gruppi limitati di spazi di iniziativa au tonomi. Questi ci paiono i termini contradditori e gravi che im pongono per un verso una riflessione sulle implicazioni dei blocchi economico-sociali esistenti, sulle loro trasformazioni e sulla qualità dei condizionamenti che essi oppongono o potreb bero opporre ad un rinnovamento della politica economica e sociale; per un altro richiedono di qualificare e riempire il pro

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