Problemi della transizione 1979
Politica economica
terventi esecutivi indiretti, nell ’ ambito della p.g.d., per trasfe rimenti di risorse date. Al di là delle buone intenzioni e delle di chiarazioni di principio sulla necessità di trasferire risorse dalle aree forti verso quelle deboli, la scarsa praticabilità di tali inter venti viene puntualmente denunciata in tutti gli incontri di la voro tra le Regioni italiane. E la situazione non può essere che questa, poiché i problemi regionali vanno ben al di là della loro qualificazione come «squilibri» o «disparità» attribuibili a scompensi sanabili nel meccanismo di mercato, per investire i processi di accumulazione e allocazione delle risorse nell ’ intera economia. L ’ analisi da privilegiare è allora quella delle condi zioni dell ’ offerta e gli interventi stategici sono quelli a monte del mercato, sui processi di accumulazione e allocazione a ri sorse da produrre e gestire. Per eliminare queste deficienze e superare le contraddizio ni esistenti, la via di uscita c ’ è. Essa ha un nome: politica di ge stione dell ’ offerta (p.g.o.); un titolare «naturale»: oggi il singo lo governo regionale, in prospettiva il sistema regionale di go verno dell ’ economia; una controparte: la p.g.d. di cui è respon sabile il governo centrale. La p.g.o. interviene sulla qualità e sulle modalità di utilizzo delle risorse nazionali e delle tecnolo gie nel momento stesso in cui, dal lato della domanda, se ne fa vorisce la formazione. Questi gli obiettivi fondamentali: indi rizzare la crescita economica verso le aree bisognose di svilup po; riorganizzare nel territorio il sistema produttivo che duran te l ’ espansione è cresciuto in modo distorto e incontrollato e che nel corso della crisi ha subito un altrettanto incontrollato processo di destrutturazione; apportare alla struttura econo mica i mutamenti qualitativi 30 necessari a rafforzare la capaci tà di mobilitare nuove risorse. Il controllo delle localizzazioni industriali per attuare direttamente la desiderata distribuzione delle potenzialità produttive e l ’ attività promozionale 31 dell ’ uso delle risorse costituiscono due caratteristici momenti distinti ma interconnessi in cui si articola la p.g.o. Il medio-lungo ter mine è l ’ arco temporale di riferimento dei suoi interventi, selet tivi e cost-oriented. La selettività è concepita da questa politica come un fattore di espansione: non è quindi una forma di «pro tezionismo strisciante» intesa a proteggere aree e settori a spese di altri all ’ interno di mercati complessivamente in ristagno. Gli interventi possono risultare differenziati per tipo di impresa (grande, piccola, pubblica, multinazionale, multiregionale) e in relazione alle specifiche esigenze di ciascuna industria nella regione/area considerata. A differenza degli interventi de- mand-oriented, che agiscono indirettamente attraverso gli «ef fetti di moltiplicatore», gli interventi cost-oriented tendono di rettamente a compensare gli svantaggi di localizzazione, a mi gliorare la gestione delle risorse, ecc. Non è però questo l ’ indirizzo prevalente. Nel nostro paese un vasto schieramento di studiosi ed esperti di diversa estrazio ne politica sostiene che il controllo pubblico delle risorse al fine della loro migliore utilizzazione possibile deve avvenire dal lato
30 Tali mutamenti riguardano, per esem pio, la qualità della manodopera e dei posti di lavoro disponibili, la qualità degli im prenditori e dei quadri dirigenti (capacità manageriali), il tipo di accesso all ’ informa zione su nuove tecnologie e nuovi mercati. 31 Le politiche promozionali a cui oggi si fa maggior riferimento sono quelle rivolte
all ’ assistenza commerciale, tecnica, finan ziaria, all ’ addestramento professionale e al la formazione quadri, all ’ attrezzatura di aree industriali (assistenza all'insediamen to).
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