Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

C ’ è da dire a questo proposito che l ’ area democristiana non offre un ’ immagine univoca; ma c ’ è anche da chiedersi qua le peso hanno, quale accoglienza trovano in questo partito le analisi pure lucide e interessanti condotte da gruppi, strumenti e istituti di ricerca che fanno capo a Prodi, a Pedrazzi, ad Ardi- g ò Sembrano dominanti, soprattutto alla luce delle recenti tornate congressuali, nella maggioranza del gruppo dirigente « tendenze localistiche e propensioni a lasciarsi assorbire entro un sistema di potere accentrato sugli enti periferici dello stato centrale lottizzati, che agiscono indifferenti se non al di fuori degli indirizzi del governo regionale» 8 . Di qui una diffidenza e una serie di difficoltà reali a misu rarsi con i problemi dello sviluppo regionale; di qui ancora una chiusura che accentua le responsabilità e i limiti di una forza politica che si limita a fornire immagini propagandistiche e di comodo della società regionale, che non impegna le masse del suo elettorato in senso trasformatore e progressista, che tende ad occultare tutti i vantaggi che trae dalla posizione centrale e privilegiata che occupa nella mappa del potere economico e istituzionale della regione 9 . 3. L ’ altro carattere proprio e distintivo della diversità po sitiva dell ’ Emilia-Romagna è rappresentato dal livello alto e complesso che qui ha raggiunto l ’ organizzazione della vita de mocratica, la quale deve la sua solidità e la sua capacità di inci dere sullo sviluppo regionale e nazionale anche al fatto che nel corso di questi trent ’ anni si è registrata una solida tenuta istitu zionale dovuta alla forte intregrazione che si è stabilita tra una parte consistente delle istituzioni e la vita sociale e civile di lar ghe masse di cittadini. Non è stato certo di marginale importanza ai fini del rag giungimento di questo risultato, la stabilità e la continuità di governo di cui hanno goduto istituzioni piccole e grandi, peri feriche e centrali; una continuità più che trentennale legata alla stretta collaborazione delle forze di sinistra orientata in senso chiaramente popolare e progressista, preoccupata di sollecitare e raccogliere gli apporti delle altre forze democratiche e delle organizzazioni della società civile, strettamente collegata ed estremamente attenta agli sviluppi economici e sociali del pae se, collaborazione unitaria che non è venuta meno né durante i periodi più delicati e difficili della vita nazionale, né durante gli anni del centro-sinistra.

e democrazia v. A. A rdigò , Società politica e società civile in Italia: pro spettive oltre la crisi, Bologna, 1979. L. P edrazzi , La religiosità in Emilia, in: «Emilia-Romagna, una regione», a cura di L. A vellini - M. P alazzi , coordinamento di R. F inzi , Bologna, 1980.

8 L. G uerzoni , Il lavoro politico per allargare le alleanze sociali, in: «Ri nascita», n. 8, 1979. 9 Per constatare lo scarso livello di interesse messo in mostra dalla DC per lo sviluppo della società regiona le, vedi: E. C ontini , Relazione al Convegno regionale della DC per la elezione dei delegati al XIV Congres so Nazionale, Bologna, 19-20 gen naio 1980; L. M elandri , Una svolta chiave in Emilia-Romagna, in: «Ana lisi», n. 9, 1971; per un assetto più avanzato dei rapporti tra capitalismo

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