Problemi della transizione 1980
L ’ Emilia-Romagna fra crisi e trasformazione
ed i problemi del difficile rapporto tra giovani e democrazia su alcuni dei quali il movimento operaio e le forze progressiste so no giunti con impaccio e con ritardo non già, come sovente è stato scritto, rispetto ad un modello astratto di democrazia, ad un dover essere di questa situazione, ma rispetto alle necessità poste dallo sviluppo di questa società e di quella nazionale. E i problemi di fondo sono stati sollevati, come si diceva, dalle giovani generazioni sulle quali hanno influito in modo più pesante che su altri strati della popolazione il mancato con seguimento di risultati immediati nelle condizioni di vita, di studio, e di lavoro, proprio mentre diventavano dirompenti i temi dell ’ individuo, dell ’ uomo e del suo destino, di un nuovo rapporto con la natura e l ’ ambiente, di una nuova qualità della vita e dunque implicitamente del cambiamento delle finalità dello sviluppo. E questo contraccolpo si è manifestato e si manifesta in una generazione che ha raggiunto livelli di scolarità superiore senza precedenti, avvenuta però dentro una scuola vecchia nel la sua proposta complessiva, nei contenuti, nei sistemi didatti ci; emerginata dai processi produttivi del Paese; privata di qualsiasi possibilità di influire sulla costruzione degli sbocchi occupazionali; inglobata entro un assetto della società dove il sistema di potere dominato dalla DC cerca tenacemente di per petuare scelte e metodi di governo che scoraggiano, soprattutto negli strati più giovani della popolazione, le attese e le spinte del cambiamento. Questi ritardi e questi insuccessi, queste strozzature hanno contribuito a introdurre elementi di difficol tà e di distacco tra settori delle giovani generazioni e le istitu zioni democratiche e hanno indubbiamente ostacolato l ’ emer gere della consapevolezza della necessità e della possibilità di una trasformazione democratica e socialista della società. Tutto questo implica che per parte dei lavoratori, del mo vimento operaio, delle forze progressiste si faccia uno sforzo reale per comprendere le radici materiali e le ragioni profonde che stanno alla base della cultura e degli atteggiamenti di larghi strati giovanili omogenizzati ormai dalla forte e larga influenza esercitata dai mezzi di comunicazione di massa. «Gli atteggiamenti dei giovani non vanno avvertiti nei loro aspetti comportamentali “ negativi ” (il rifiuto di un certo tipo di lavoro, il rifiuto di un certo tipo di impegno politico) ma ana lizzati nelle loro motivazioni di fondo; non considerandoli co me un fatto avvenuto al di fuori della storia, al di fuori delle trasformazioni sociali, ma collocandoli all ’ interno di questa so cietà capitalistica e delle sue acute contraddizioni, di tutto ciò che le stesse lotte operaie hanno contribuito negli ultimi anni a mettere in discussione, producendo non solo modificazioni del le condizioni ma anche mutamenti e oscillazioni nella forma zione delle coscienze» 10 . Mettere in luce all ’ interno di queste culture gli aspetti che possono generare preoccupazione e inquietudine non può voler
10 V. C apecchi , Lavoro e condizio ne giovanile, relazione presentata al seminario «Emilia-Romagna tra crisi e trasormazione», Bologna, 4-5 mar zo 1980, ora in questo numero di «Problemi della Transizione».
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