Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
dire trascurare gli elementi di modernità e di novità che conten gono e che portano con sé. Ma soprattutto non vuol dire, non può voler dire, trascurare gli elementi chiari, di inequivocabile critica, di rifiuto e di ripulsa di questo modello di sviluppo e dei modi di vita proposti e imposti dal capitalismo. Di qui la necessità di ricercare, a fronte dei nuovi problemi di cui abbiamo imparato a conoscere i termini, forme e modi nuovi e originali per rilanciare ed estendere il movimento di massa, di qualificarlo e di combinarne l ’ iniziativa con quella delle istituzioni democratiche; si tratta di mobilitare tutte le energie che si muovono verso il cambiamento per rendere più incisiva la lotta contro il flagello della droga che colpisce so prattutto le giovani generazioni e per rilanciare la battaglia ri formatrice sul nodo strategico della scuola e su quello non me no importante delle politiche del lavoro. Se è vero che l ’ incapacità dei governi nazionali a mandare avanti reali processi riformatori, in grado di fare della scuola un momento centrale della crescita culturale e civile dell ’ espe rienza democratica, alimenta la dispersione delle forze e il ma nifestarsi di forme di vita collocate ai margini dell ’ organizza zione complessa e avanzata che il movimento operaio e le forze democratiche hanno costruito, risulta altrettanto vero che non siamo riusciti neppure qui a costruire movimenti di massa che spingessero verso una reale riforma della scuola considerata non come sistema chiuso e isolato, ma come punto di conver genza di diversi e importanti momenti della strategia riforma trice. Non si è colto neppure in questa regione, dove pure è stata intensa e continua l ’ iniziativa della sinistra e delle istituzioni nel campo della istruzione pubblica, dove la scolarità ha raggiunto proporzioni notevolissime, che non si dà un passaggio riforma tore reale di questa istituzione, se accanto al cambiamento dei programmi, all ’ assetto e alla formazione degli insegnanti, non si trasformano profondamente settori culturali per la formazio ne generale come i mezzi di comunicazione di massa, e se non si affronta con idee e convinzioni nuove a proposito del tipo di sviluppo il doppio nodo della formazione di nuove figure pro fessionali (scuola-produzione) e del rapporto studio-lavoro 11 . E la risposta non può non essere precisa dato che la posta in gioco è alta proprio sul terreno dei contenuti; le questioni poste dal rapporto tra studio e lavoro, tra lavoro intellettuale e lavoro manuale sono questioni emblematiche da cui emerge con tutta evidenza la difficoltà, per non dire l ’ impossibilità, di una politica di rinnovamento che pretendesse di collocarsi all ’ interno di tutte le compatibilità del sistema capitalistico 12 . Ci sono dei punti chiave della società in cui tali compatibi lità devono cominciare ad essere superate in avanti. Una di queste questioni riguarda il rapporto tra processi formativi e processi produttivi anche in quanto la trasformazione del siste
11 Sulla scolarizzazione in Emilia Romagna cfr., Annuario istat , 1960-1970. 12 Su questi argomenti vedi: A. O c chetto , Relazione introduttiva alla III Conferenza Nazionale del PCI sul la Scuola, Roma.
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