Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
tuti universitari e luoghi di ricerca pubblici e privati, istituzioni culturali, riviste, case editrici ecc.) 14 . La seconda ipotesi, senza dubbio più interessante e perché ci riguarda da vicino e perché ricca di implicazioni, andrà di scussa a fondo. In questa sede è sufficiente dire che spesso le ar gomentazioni, sulle quali essa si sostiene, prendono le mosse da una calzante anche se vetusta annotazione di Togliatti 15 ; ma al trettanto spesso fanno velo alla comprensione e al rilievo di quella preoccupazione manifestata e giustamente a proposito della situazione emiliana molti anni or sono e concezioni della cultura molto più anguste di quelle messe in campo da Togliatti e una lettura riduttiva e talora schematica dei processi di tra sformazione avviati e sostenuti qui dal movimento operaio. Resta ben inteso fondamentale per le forze di sinistra tanto la battaglia per l ’ emancipazione e l ’ innalzamento del livello cul turale delle masse quanto la conquista di reali e consistenti li velli di egemonia; la nostra lotta e la nostra iniziativa tendono a questo e pretendono di svilupparsi in una situazione di plurali smo e al riparo da tentazioni totalizzanti. E che pluralismo via sia nella nostra regione, e che la lotta per la conquista dell ’ ege monia sia lunga e difficile-sta a dimostrarlo il peso, direi quasi ipoteca, che gli orientamenti moderati e conservatori esercita no e in piena libertà sui processi di formazione dei giovani e di acculturazione dei cittadini. E tuttavia non si può negare per un verso che qui, in questi anni, si è affermata una cultura della trasformazione, stretta- mente legata all ’ azione del movimento operaio e, per l ’ altro, che proprio questa cultura della trasformazione ha evidenziato livelli di egemonia culturale, sia pure disomogenea e in taluni casi irrisolta, conseguiti dalle forze di sinistra, a patto che si ab bia della cultura un concetto non restrittivo, e che si prenda at to del modo in cui le grandi opzioni politiche generali del movi mento operaio e contadino, spesso sostenute dall ’ arco delle for ze progressiste, hanno contribuito ad attrezzare anche dal pun to di vista culturale tutto il tessuto democratico regionale. Sarebbe sufficiente a questo proposito concentrare la ri flessione: a) sulle conseguenze dello sviluppo integrato, sia sul piano economico che su quello sociale, città-campagna, agricoltura- industria; b) sugli effetti delle scelte di politica urbanistica operate nei grandi centri della regione; c) sui risvolti economici, sociali e civili della politica dei servi zi;
14 Per i dati relativi a questi temi si rinvia a R. F inzi , Realtà culturale, senso comune, battaglia ideale negli anni ’ 80, relazione presentata al se minario «Emilia-Romagna fra crisi e trasformazione», Bologna, 4-5 mar zo 1980 ora in qusto numero di «Pro blemi della Transizione». 15 L ’ annotazione di Togliatti è ripor tata in: «Rinascita», n. 38, 1964. In particolare nel passo conclusivo si legge: «Io volgerei lo sguardo soprat tutto al pericolo che ancora una volta il movimento dei lavoratori, arrivato sino alla soglia del problema, non rie
sca però a risolverlo. Il problema è più grave in Emilia che altrove, ap punto perché siamo più forti, ma non abbiamo ancora conquistato il pote re: forse siamo ancora lontani da questa conquista. La egemonia politi ca, nella misura in cui in queste con dizioni esiste, non può diventare ege monia culturale, nella stessa misura, diciamo, se non grazie a una com prensione del problema culturale nei suoi elementi specifici».
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