Problemi della transizione 1980

L ’ Emilia-Romagna fra crisi e trasformazione

d) sugli esiti e le implicazioni dell ’ imponente processo di scola rizzazione superiore; e) sui caratteri della cultura garantista sviluppata dalle lotte operaie e contadine di questa regione (difesa della Carta Costi tuzionale, delle libertà personali, dei diritti dei popoli, per la pace e contro gli armamenti atomici, per la tutela del lavoro ecc.); f) sui rapporti fra modificazioni strutturali, crescita della con sapevolezza politica delle grandi masse, emergere delle culture giovanili e della crisi soprattutto in direzione dei temi del lavo ro, dello sviluppo, della democrazia; g) sulle culture specifiche o specialistiche maturate accanto e con l ’ evolversi dei processi produttivi, così spesso altamente sviluppati e qualificati. Ed è stata ancora la sollecitazione dei giovani, delle don ne, degli operatori dei pubblici servizi a riproporre al movi mento operaio alcune questioni strategiche per lo sviluppo re gionale e nazionale quali per l ’ appunto quelle riguardanti l ’ or ganizzazione del lavoro e della produzione, la sua qualificazio ne, il rapporto nuovo che di fatto si va proponendo tra tempo libero e tempo di lavoro, il governo del mercato del lavoro. Come si vede sono un arco di questioni, proposte talora in modo confuso e contraddittorio, entro il quale si possono però ritrovare alcuni quesiti di fondo: ci si chiede sempre più spesso cosa, perché, in che modo produrre. Si deve prendere atto che è a partire da queste tematiche che vanno maturando concezioni di lavoro e quindi di vita nuo va, che sono direttamente collegate alle trasformazioni struttu rali e alle modificazioni culturali di questa società e che pongo no al movimento operaio e a tutte le forze progressiste il pro blema del come intervenire al livello delle strutture produttive locali e nazionali per fornire motivazioni capaci di dare un sen so al lavoro e misure nuove che lo garantiscano a tutti. Si tratta di rinnovare l ’ impegno verso i temi relativi all ’ or ganizzazione del lavoro e dell ’ attività produttiva e di interro garsi con maggiore convinzione sulle novità che si sono regi strate in Emilia-Romagna a questo proposito sui problemi che portano con sé, relativamente a questo, tanto le innovazioni tecnologiche, quanto il decentramento produttivo. E oltre a ciò di comprendere fino in fondo in quale direzio ne bisogna premere perché le spinte trasformatrici si traducano in effetti pratici e positivi quali per l ’ appunto la ricomposizione delle mansioni, il recupero della professionalità e della capacità inventiva, il rapporto tra sviluppo tecnologico e condizioni di lavoro. Ma il terreno sul quale muoversi con maggiore rapidità e scioltezza sembra essere quello di innalzare il grado di consape volezza delle grandi masse circa i problemi nuovi e inediti che pone il governo delle forze di lavoro dove ciò che desta preoc cupazione è per un verso la disparità tra la domanda e le carat teristiche di un ’ offerta di livello tale da non ricoprire i lavori più richiesti di manovalanza generica, che quindi viene soddi sfatta con il ricorso alla forza-lavoro immigrata dal Mezzogior no e dal terzo mondo. Per l ’ altro l ’ insieme delle difficoltà e degli squilibri che interessano l ’ occupazione e quindi la stessa eman cipazione femminile; per l ’ altro ancora i problemi posti da una

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