Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

espansione del terziario ancora per gran parte da comprendere nei suoi orientamenti e da registrare nelle sue funzioni. Ma accanto ai livelli di occupazione che si mantengono nettamente al di sopra della media nazionale, esistono nella no stra regione realtà di inoccupazione soprattutto femminile e giovanile (circa 95.000 unità) e occupazione che si può definire irregolare e non censita (stimata intorno alle 10.000 unità) 16 . Sono queste le forme di lavoro da portare alla luce del so le, alla fase di contrattualizzazione; e in pari tempo però occor re impedire che si registri una condizione dell ’ occupazione fem minile o che si sottopongano a forti tensioni soggetti attivi di importanza centrale per le prospettive di sviluppo di questa re gione: a questi scopi devono obbedire politiche dinamiche del lavoro e scelte che vadano in direzione del consolidamento e della qualificazione dei servizi. Da ultimo l ’ ampliamento del terziario va visto anche come occasione ulteriore per cogliere talune modifiche intervenute nello stesso modo di produzione regionale per effetto di proces si di ristrutturazione dell ’ attività industriale, della dilatazione del settore del commercio, dell ’ intensificarsi dell ’ intervento pubblico che registra variazioni quantitative e qualitative non tanto nel comparto della burocrazia, quanto invece in quello dei pubblici servizi. In questi due settori citati da ultimo si sono manifestati an che di recente orientamenti e posizioni che abbiamo stentato a capire e che a ben poco serve liquidare etichettandoli come cor porativi. Si tratta di comprendere per un verso se e quanto con sistente sia il collegamento tra orientamenti diffusi e modifiche dell ’ assetto produttivo, per l ’ altro in quale direzione sono an dati e vanno gli atteggiamenti del ceto burocratico colpito e spinto all ’ arroccamento dal logorarsi del suo rapporto privile giato con i gruppi dirigenti, le élites^ e da incipienti processi di proletarizzazione; per l ’ altro ancora quali tendenze vanno ma turando tra gli operatori dei servizi pubblici che vuoi per il blocco del processo riformatore in sede nazionale, vuoi per dif ficoltà e incertezze nel funzionamento e nella loro gestione dei servizi, hanno risentito del progressivo affievolirsi della spinta rinnovatrice che aveva pure animato questo settore fino alla metà degli anni ’ 70. 4. Sembra opportuno a questo punto riassumere i proble mi e i punti intorno ai quali pensiamo vada concentrata l ’ anali si e aperto il confronto; punti e problemi che sono già stati in precedenza accennati e che assumeranno un ruolo di centrale importanza tanto per la qualificazione e per l ’ ampliamento dell ’ arco delle alleanze, quanto per lo sviluppo regionale e na zionale degli anni ’ 80. C ’ è da dire innanzitutto che 1 ’ incalzare e l ’ aggravarsi della crisi hanno dato maggior peso e credibilità alle proposte politi

16 Per i dati e le annotazioni sopra ri portate, vedi: 1 comunisti e il governo dell ’ Emilia-Romagna, «Rinascita», 8 febbraio 1979, con i contributi di: L. G uerzoni , G. A rfè , L. P edrazzi , F. S tame , G. F anti , R. P rodi , A. G uzzinati , R. I mbeni , I. F erragu

ti , A. G risenti , N. J otti , M. F er rara , R. Z angheri , L. T urci , M. M archesini , e G. P atacini , C. V ecchi , R. R affaelli , G. F abiani , F. A nderlini , G. G avioli , G. A lbe - rigo , W. T ega , E. S everi , M.L. B occia , D. L andi .

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