Problemi della transizione 1980

Lavoro e condizione giovanile

straordinario) 11 e minori sono sicuramente le difese per la sta bilità del lavoro, per cui in una situazione di crisi il dipendente della piccola impresa è chiaramente meno tutelato. Un ulteriore peggioramento nel sistema delle garanzie lo si ha passando al terzo gruppo di unità produttive costituito dalle aziende di piccole dimensioni in cui non è presente il sindacato. In questa fascia sono presenti sia le aziende sotto i 15 dipenden ti per le quali non vale lo statuto dei lavoratori sia tutte le aziende artigiane i cui dipendenti sono solo in minima parte iscritti al sindacato. In tutte queste situazioni è del tutto carente la tutela dei licenziamenti individuali, non è prevista la possibi lità di fare ricorso alla cassa integrazione e non è casuale che il mancato rinnovo del contratto di lavoro degli artigiani metal meccanici sia attualmente arenato proprio sulla tutela dei licen ziamenti individuali, tutela che una parte del padronato arti giano non vuole concedere di fronte alle richieste sindacali. C ’ è quindi un più elevato rischio di licenziamento ed anche gli altri elementi del sistema delle garanzie sono meno «forti» essendo infatti molto più flessibile la durata dell ’ orario di lavoro, più variabile la retribuzione, meno ampia la tutela previdenziale ecc. La tutela del lavoratore diventa ancora più limitata quan do si considera l ’ economia parallela in cui compaiono tutta una serie di figure lavorative molto eterogenee che però tendo no in varia misura a formare sempre di più una «struttura sta bile» sia come tipo di mercato sia come un insieme di strutture produttive aventi una loro particolare configurazione. Queste figure dell ’ economia parallela (lavoro a domicilio, lavoro part-time, lavoro stagionale, lavoro minorile, lavoro de gli studenti, doppio lavoro, lavoro dei pensionati, lavoro nero ecc.) erano state messe in evidenza dal dibattito fatto sul mer cato del lavoro in relazione alla carenza delle statistiche dell ’ ISTAT sull ’ occupazione. Attualmente le analisi fatte porta no ad un ampliamento di questa ottica interpretativa che vede va soprattutto il lavoratore subordinato come figura dominan te di questa economia per identificare all ’ interno di queste si tuazioni anche la figura del «lavoratore autonomo», cioè di un piccolo imprenditore che si colloca ai confini della piccola im presa dove non è presente il sindacato e che dal punto di vista del sindacato costituisce un ulteriore ostacolo alle possibilità di controllo. Per questo, dovendo dare una prima identificazione delle figure della economia parallella (come nello schema della Tav. 5) oltre alla distinzione tra «sistema delle garanzie estremamen

(c ’ è quindi una effettiva maggiore fa cilità di licenziamento) come è verifi cato dallo studio di S. BRUSCO, E. G iovannetti , W. MALAGOLI, La re lazione tra dimensione e saggio di sviluppo nelle imprese industriali: u- na ricerca empirica. Università degli Studi di Modena, Modena 1979 in cui sono state analizzate imprese del settore tessile, metalmeccanico e cera mico della provincia modenese.

11 In particolare dai dati riportati nel le due ricerche della FLM di Bologna, Ristrutturazione e organizzazione del lavoro. Roma 1975, c Occupazione sviluppo economico territorio. Roma 1977, si può verificare come mentre per i salari e le qualifiche non incide tanto la dimensione quanto il diverso tipo di comparto produttivo, per quanto riguarda lo straordinario que sto è effettuato di più nelle unità produttive di minori dimensioni. Sempre nelle unità produttive di mi nori dimensioni si verificano le più e- levate fluttuazioni di mano d ’ opera

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