Problemi della transizione 1980

Lavoro e condizione giovanile

(per ferie, ecc.) in cui si cerca di indicare tempi di lavorazione medi inferiori a quelli reali, ecc. 13 . Le difficoltà di una tutela da parte sindacale si presenta no anche per l ’ emergere di situazioni in qualche senso «nuove» rispetto al dibattito iniziale in quanto all ’ intervento di queste fi gure semitutelate dell ’ economia parallela sta diffondendosi la figura di lavoratori autonomi (piccoli imprenditori) che utiliz zano la semitutela come lavoratori dipendenti ma che di fatto svolgono una attività imprenditoriale di tutto rispetto (come fatturato, tipo di macchine utilizzate, ecc.) e che sono quindi molto simili agli imprenditori del terzo tipo (piccole fabbriche in cui non è presente il sindacato), avendo in genere sotto di lo ro come dipendenti tutta una serie di figure non regolarizzate o molto poco regolarizzate della economia parallela. Questa compresenza di lavoratori dipendenti, lavoratori a domicilio e lavoratori autonomi si ritrova anche nella fascia della economia parallela in cui non c ’ è alcuna traccia giuridica dei rapporti di lavoro. La tipica figura di lavoratore dipendente di questa fascia è quella di chi effettua un «lavoro nero», inten dendo con questo termine un lavoro non tutelato da alcuna norma. Le ricerche fatte 14 in questa area dell ’ economia parallela portano però a distinguere tra chi fa un lavoro completamente non tutelato come attività principale (e anche più lavori ma tut ti non tutelati) da chi fa questo lavoro come doppio lavoro (avendo quindi già un lavoro che può essere ampiamente tute lato), dal lavoro dei pensionati ed anche dal lavoro degli stu denti che sono ancora a carico dei familiari. Questa attività lavorativa può essere svolta non solo sotto forma di lavoro dipendente ma anche sotto la forma di lavoro autonomo (il «libero professionista» della economia parallela ed anche, in alcuni casi, il «piccolo imprenditore») e le ricerche in corso convalidano l ’ ipotesi che sono soprattutto i lavoratori più garantiti quelli che si prestano a fare un lavoro in questa fascia di economia parallela presentando così elevati livelli di complicità con il datore di lavoro in quanto si stabilisce una re ciproca convenienza a non denunciare il lavoro prestato (il da tore di lavoro non paga gli oneri sociali, i contributi ecc., il la voratore evade il fisco). Questo problema della «complicità» sottolinea la presenza di una valutazione aggiuntiva che deve essere fatta in relazione a tutte le situazioni di lavoro caratterizzate da livelli diversi di garanzie sindacali e cioè la presenza o meno di fasce di lavora tori che non sono interessati ad un aumento del sistema delle

13 Su tutta questa problematica del lavoro a domicilio rinviamo in parti colare agli studi di L. MARIUCCI, Il lavoro decentrato, discipline legislati ve e contrattuali, Milano 1979; Le lu crose rendite del lavoro nero: un con teggio giudiziale, «Rivista giuridica del Lavoro», 1979, II, pp. 592 e ss.; Mercato del lavoro e istituzioni, «La Società», n. 32, 1980. Ricordiamo i- noltre la ricerca di P. LEONARDI, P. MASETTI, A. N eri , Evoluzione del la voro a domicilio nel comprensorio di Modena, «Quaderni Modenesi», n. 8, 1978.

14 Sul doppio lavoro sono in corso ri cerche che vengono fatte in varie città italiane (Torino, Ancona, Bari e Ca tania). In relazione a queste ricerche è uscito il libro edito dall ’ istituto di Sociologia dell ’ università di Torino, Lavorare due volte, Torino 1979 e l ’ articolo di DONATELLA DELLA POR TA, Alcune riflessioni sul rapporto tra doppia occupazione e classi sociali in Italia, «Inchiesta», n. 41-42, 1979.

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