Problemi della transizione 1980

Lavoro e condizione giovanile

Per quanto riguarda la fascia dei lavoratori nella media grande impresa, come si può facilmente constatare dalla Tav. 8, in Emilia-Romagna ci sono solo trentacinque fabbriche so pra i 500 dipendenti e, di queste, quelle con il maggior numero di dipendenti (la FIAT Trattori di Modena) non supera i 4000 tra operai e impiegati. Siamo quindi molto lontani dalle «gran di» fabbriche di Torino e Milano, anche se la presenza politica di queste fabbriche legate per la maggior parte ai grandi gruppi nazionali (FIAT, Zanussi, Bastogi, De Benedetti ecc.) è molto incisiva e giustifica l ’ attenzione del sindacato nei loro confron ti. Da notare inoltre che la linea del sindacato tendente a riequi librare territorialmente gli investimenti industriali può imme diatamente concretizzarsi, almeno in alcune situazioni emble matiche, solo all ’ interno di questa fascia. Si sono così fatti ac cordi perché investimenti aggiuntivi siano fatti nelle zone meri dionali (alla FIAT Trattori o alla Fochi di Bologna) e vi sono vertenze in atto in fabbriche come la Lombardini di Reggio Emilia o la Corni di Modena. Tav. 8 - Aziende metalmeccaniche in Emilia-Romagna sopra i 500 addetti. Aziende Addetti % addetti a) Grandi gruppi nazionali 15 18.597 51,2 (di cui FIAT) (4) (7.280) ( 20,0) b) Partecipazioni statali 3 2.282 6,2 c) Gruppi a capitale straniero 3 2.549 7,0 d) Gruppi locali 14 12.927 35,6 TOTALE 35 36.355 100,0 Anche se i lavoratori delle fabbriche sopra i 500 addetti sono solo il 27% di tutti i lavoratori metalmeccanici emiliani, in fabbriche dove è presente il sindacato, molti sono gli elemen ti che convergono nel porre al centro dell ’ attenzione sindacale questa fascia di fabbriche. I dipendenti metalmeccanici sono però soprattutto presen ti nella piccola impresa sindacalizzata e non sindacalizzata e per avere un ’ idea di come sono ripartiti in queste altre due fasce possiamo utilizzare i dati sempre delle fabbriche metalmeccani che ma limitatamente alla provincia di Bologna. I dati riportati nella Tav. 9 sono emblematici della situa zione in atto: a Bologna nella categoria dei lavoratori più sin dacalizzata su 80.000 lavoratori metalmeccanici dipendenti il 17% si trova in fabbriche sindacalizzate sopra i 500 addetti, il 40% in piccole fabbriche sindacalizzate e ben il 43% si trova in piccole (anzi piccolissime) unità produttive dove il sindacato non è presente. Questa situazione di non presenza del sindacato è perciò molto diffusa soprattutto nelle unità produttive sotto i 20 ad detti (in prevalenza artigiane) ed è in questa zona che si trovano figure di lavoratori che si identificano con il lavoro autonomo dell ’ artigiano insieme a situazioni in cui i lavoratori sarebbero invece più disponibili a collegarsi col sindacato se il sindacato decidesse di intervenire anche a questi livelli di dimensione cer cando di estendere la propria zona di influenza. Fonte: FLM, Emilia-Romagna 1976.

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