Problemi della transizione 1980

Lavoro e condizione giovanile

tori e i loro lavori diventino dequalificati e questo sia in senso assoluto (essi perdono elementi di mestiere e di professionalità tradizionale) sia in senso relativo (essi perdono la conoscenza scientifica progressivamente accumulata nel processo produtti vo). Anche quando il lavoratore individualmente ha ancora de gli elementi di professionalità tradizionali il lavoro degradato non gli (o le) richiede l ’ esercizio di queste capacità. Così il lavo ratore indipendentemente dalle sue particolari capacità può es sere sostituito sempre più facilmente e a buon mercato nel pro cesso produttivo». Questa strategia capitalistica condiziona le scelte tecnolo giche e di organizzazione del lavoro e quando si incontra «con una forza lavoro avente livelli educativi più elevati e maggiori aspettative per un lavoro gratificante il risultato di questo con fronto è spesso un aumento di turnover, dell ’ assenteismo e del la apatia che provocano a loro volta una bassa produttività e una bassa qualità del lavoro». L ’ interrogativo che si pone Zimbalist e gli altri autori dei saggi è se questa tendenza del capitalismo sia l ’ unica oppure se vi siano anche delle controtendenze. In relazione a questo inter rogativo vengono presentati due tipi di percorsi e di riflessioni: uno in contrasto con la tesi di Braverman (e che viene identifi cato da Zimbalist nelle posizioni di Friedman) 19 ed uno invece all ’ interno della tesi di Braverman (e che possiamo identificare nel saggio di Noble contenuto in questa antologia). Per quanto riguarda le posizioni contrarie alla tesi di Bra verman queste sono riferite da Zimbalist a quell ’ insieme di provvedimenti padronali tendenti ad «umanizzare il lavoro» e che per un autore come Friedman corripondono ad una contro tendenza alla degradazione complessiva del lavoro ipotizzata da Braverman. Zimbalist considera quattro situazioni: a) la situazione di lavoro in cui c ’ è stato un effettivo miglioramento dell ’ ambiente di lavoro; b) gli esperimenti di flessibilità nella durata del lavo ro tendenti a favorire i lavoratori; c) gli esperimenti di arricchi mento del lavoro attraverso la rotazione o la ricomposizione delle mansioni; d) gli esperimenti di lavoro a gruppi o ad «iso le». L ’ insieme di queste situazioni ha fatto parlare di crisi del taylorismo e quindi di una strategia accettata anche all ’ interno delle scelte capitalistiche di dare maggiore autonomia al lavora tore per cui la tendenza alla degradazione del lavoro di cui par la Braverman sarebbe solo una delle tendenze del capitalismo essendoci un ’ altra tendenza, quella della «umanizzazione del lavoro», che potrebbe essere alternativa alla prima in quanto conveniente per i capitalisti date le tensioni che la degradazione del lavoro può comportare. Su questo punto Zimbalist e gli altri autori dell ’ antologia si ritengono sufficientemente in grado di documentare come le situazioni di «umanizzazione del lavoro» esistono e sono anche 19 A.L. F riedman , lndustry and La bour, Londra 1977.

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