Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
in molti casi il prodotto della lotta dei lavoratori, ma la tenden za principale del capitalismo rimane quella di un uso della tec nologia per deprofessionalizzare il lavoro e non certamente per umanizzarlo e renderlo migliore. Zimbalist ritiene che la strada della umanizzazione del lavoro sia del tutto subalterna e mino ritaria rispetto a quella della degradazione: «una strategia di breve periodo avente spesso solamente una funzione di cosme si». C ’ è poi un secondo insieme di riflessioni che viene esplici tato soprattutto da Noble, nel suo saggio riportato nella anto logia di Zimbalist e disponibile anche in italiano 20 . Noble, che è l ’ autore di un libro importante sul rapporto tra scienza, tec nologia e nascita del capitalismo corporativo 21 , analizza le re lazioni tra tecnologia e rapporti sociali considerando il settore delle macchine utensili a controllo numerico, dalla loro proget tazione alla loro utilizzazione concreta nelle fabbriche america ne. Dal punto di vista della storia della tecnologia questa ana lisi è una chiara conferma delle tesi di Braverman. Noble rico struisce molto bene e analiticamente l ’ insieme delle varie specie di progettazione degli ingegneri per automatizzare le macchine utensili e del perché una serie di sistemi di automazione (come quello della «registrazione-lettura») che pur avrebbe rappre sentato un passo avanti rispetto ai metodi manuali (lasciando comunque molta professionalità ai lavoratori) sono stati ab bandonati, mentre c ’ è stata tutta una convergenza di studi sul controllo numerico, cioè verso l ’ automazione più totale. Noble spiega con precisione questo punto: «il sistema di registrazione-lettura... per quanto potesse rappresentare un importante passo avanti rispetto ai metodi manuali conservava ancora le vestigia di capacità tecniche prettamente umane ed era quindi, agli occhi del futuro (e gli ingegneri confondono sempre il presente con il futuro), obsoleto. La spinta verso l ’ au tomazione totale rappresentata appunto dal controllo numeri co, come del resto la spinta a sostituire la mano d ’ opera con il capitale non è sempre del tutto razionale. Con ciò non si vuole affermare che l ’ obbiettivo del profitto sia irrilevante, tutt ’ altro. Ma le spiegazioni basate sui soli fattori economici non sono sufficienti. .. L ’ ideologia del controllo emerge qui nel modo più chiaro come una forza motivazionale di per sé, una ideologia in cui la sfiducia nell ’ operato dell ’ uomo assume capitale impor tanza, in cui gli esseri umani sono sospetti e il giudizio degli uo mini è considerato errore umano. Ma tale ideologia della tec nologia è di per sé il riflesso di qualcosa d ’ altro: la realtà del mondo capitalistico. La diffidenza che gli ingegneri nutrono nei confronti dell ’ essere umano è una manifestazione del sospetto con cui il capitale guarda alla mano d ’ opera. L ’ eliminazione dell ’ errore umano e dell ’ incertezza è l ’ espressione ingegneristica del tentativo del capitale di minimizzare le sue dipendenze dalla mano d ’ opera attraverso l ’ accrescimento del suo controllo sulla 20 D.F. N oble , Tecnologia e rapporti sociali, «Fabbrica Aperta», 1979. 21 D.F. N oble , America by Design, Oxford 1977.
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