Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

nomo si interseca con la presenza di situazioni di reale sfrutta mento e che in questa area vi sono posizioni esplicitamente di parte padronale). b. Come secondo interrogativo di tipo generale ci si può chiedere quale significato si può dare in un contesto come quello italiano alle tendenze sottolineate da Braverman sulla degradazione del lavoro. Il punto di partenza per una valutazione di queste tendenze è che la linea di scontro tra la strategia padronale ed i lavoratori non è mai sul tipo di lavoro in quanto tale ma sul controllo ed il potere decisionale complessivo. In questo senso mutamenti nella organizzazione del lavoro come «il lavoro di gruppo», «le isole», ecc. possono essere valutati come «strategie cosmetiche del capitalismo» (come fa Zimbalist) oppure «vittorie ottenute dalle lotte operaie» non tanto per una ambiguità di chi descrive queste situazioni ma perché è oggettivamente diffìcile dare una valutazione di questi mutamenti «parziali» nella organizzazione del lavoro, o nell ’ uso di particolari tecnologie ecc. in termini di potere e controllo complessivi. Quello che di sicuramente si può dire è che lo scontro tra padronato e lavoratori avviene oggi non solo con l ’ intervento di altri apparati (basta riflettere sul ruolo spesso determinante che ha lo stato all ’ interno di questo conflitto) ma in una pluralità di luoghi e di situazioni per cui se è possibile ricostruire i sin goli conflitti e le singole situazioni non è facile né dare una va lutazione di questi conflitti in termini di «potere» complessivo né intravedere il filo rosso che lega queste lotte parziali. Anche per quanto riguarda gli Stati Uniti è sufficiente leg gere il libro di Piven e Cloward 28 recentemente tradotti in ita liano o le analisi redatte da Brecher 29 sulla storia «nascosta» dei rapporti di potere sul posto di lavoro in America per avvertire a quali livelli di frammentazione di conflitti dentro e fuori la fabbrica si sia attualmente pervenuti in una società capitalistica complessa. La degradazione del lavoro di fabbrica e non solo di fabbrica di cui parla Braverman non è soltanto perciò una de gradazione di professionalità ma è anche, e forse soprattutto, una degradazione «politica» di importanza che i conflitti nel luogo di lavoro finiscono con l ’ assumere rispetto alla centralità che sicuramente avevano agli inizi del secolo. Quando Offe scrive che «il fronte conflittuale non corre più tra le classi ma tra ambiti diversi entro l ’ esperienza dei medesi mi individui» e che «non a caso le energie politiche conflittuali e di protesta sono state espresse negli anni sessanta — soprat tutto negli Stati Uniti — principalmente da gruppi non coin volti se non marginalmente nel mercato del lavoro (studenti, reclute, donne, assistiti ed altri)» 30 non esprime soltanto la ri flessione di uno studioso ma anche un tipo di constatazione che si sta diffondendo all ’ interno dei lavoratori e dei sindacalisti. Il conflitto sulla qualità del lavoro va perciò collocato all ’ in terno di una pluralità di conflitti che se lasciano sempre intra

parirà nel numero 45 di «Inchiesta». 30 C. O ffe , Lo stato nel capitalismo maturo, Milano 1977.

28 F.F. P iven , R. C loward , 1 movi menti dei poveri, Milano 1980. 29 J. B recher (stesura a cura di), Un covering thè Hidden History of thè American workplace, «Review of Ra dicai Politicai Economics», 1979, n. 4. La traduzione di questo articolo com

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