Problemi della transizione 1980

Il pubblico impiego negli enti vicari, nelle amministrazioni parallele; tutto ciò con figura un sistema di potere il cui ruolo sociale ed economico fondamentale non è quello di dirigire ma di proteggere. Attor no alla burocrazia intermediatrice di flussi finanziari, di sussidi cresce un arcipelago sempre più ampio e intricato di ammini strazioni semi-autonome, organismi indeterminati quali gli enti del parastato il cui fine è la realizzazione di ciò che Accornero definisce «plusvalore politico» 4 . Tale analisi è ripresa anche da G. Ruffolo 5 , quando afferma che la DC non ha dato una rispo sta neppure tecnocratica, razionalizzatrice alla domanda socia le e politica in via di modificazione, ma di semplice giustappo sizione delle strutture, creando un dualismo amministrativo volto a estendere un blocco sociale moderato. Con quali stru menti? L ’ isolamento delle carriere, la settorializzazione vertica le, la mobilità automatica verso l ’ alto, la separazione tra carrie ra e professionalità, la diffusione della funzione pubblica. Gli oltre tre milioni di pubblici dipendenti, se in termini quantitati vi non sembrano troppi rispetto ad altri paesi industrializzati, in termini qualitativi appalesano la loro interna dispersione e disorganicità, risultato di un sistema che per sua struttura pro duce insieme autoritarismo e passività. Tale situazione è stata funzionale ad una fase di sviluppo squilibrato e selvaggio dell ’ economia; in quella fase predomina il sindacalismo auto nomo organizzato per qualifiche o gruppi, funzionale alla rin corra retributiva, al corporativismo, alla struttura clientelare dei concorsi. Lo scenario è dominato dalle indennità speciali, daH ’ allargamento degli organici per favorire le promozioni, dalle assunzioni fuori ruolo in prossimità delle elezioni, dalle leggi e leggine. «La legge ha regnato per cento anni nel mondo del lavoro pubblico» 6 . Non è ancora assodato se si possa anco ra oggi, dopo la legge quadro, realizzare una contrattazione si mile a quella industriale. Le tappe di avvicinamento sono state le battaglie per il riassetto delle carriere conclusesi nel ’ 70 con la legge 775. L ’ emendamento all ’ art. 24 di questa legge intro dusse il principio della contrattazione seppure con un taglio ambiguo e ristretto. La richiesta di contrattazione triennale si concluse positivamente con le vertenze del P.I. nel ’ 73. Nel 1976 ci fu una battuta d ’ arresto quando il governo dichiarò che non c ’ erano le condizioni economiche per fare i contratti e si giunse al compromesso del 5 gennaio 1977 che sostituì l ’ accor do economico (L. 50.000 per tutti) alla piena contrattazione di categoria. Nell ’ estate del 1977 esplose la contestazione di mas sa dei ferrovieri che spinse le Confederazioni a ripensare l ’ inter vento nel P.I. in primo luogo inziando il processo di unificazio 4 A ccornero , Politica e sindacato nel settore pubblico, Bologna 1978, p. 84. 5 AA.VV., Il governo democratico dell ’ economia, Bari 1976.

6 U. R omagnoli , Legge quadro e politica contrattuale (bozza ciclosti lata).

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