Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

ne sindacale delle categorie, che si è concluso recentemente con la costituzione della funzione pubblica; in secondo luogo con la battaglia dei ferrovieri per il superamento del rapporto di pub blico impiego, la centralità dell ’ organizzazione del lavoro e del la riforma della struttura del salario. Infine la legge di sostegno della contrattazione (legge quadro - dicembre 1979) 7 . 2) Resta ancora oggi dunque una sostanziale precarietà nella contrattazione. Romagnoli parla di quell ’ astuzia burocra tica capace di rallentare l ’ emanazione della legge che formaliz za il contratto tra le parti (spesso indefinite) allungando oltre misura i tempi tecnici, creando filtri e ragnatele che finiscono con lo svuotare gli accordi dei contenuti più qualificanti. Que sta è una fase delicatissima perché si centralizza al massimo il rapporto tra governo e direzione sindacale, rischiando di svuo tare la già insufficiente pratica della consultazione tra i lavora tori (vedi contratto del parastato). È un rischio che si corre an che a livello locale nell ’ applicazione dei contratti nazionali a causa di un ’ ulteriore barriera, gli organi di controllo. L ’ espe rienza emiliana mostra che troppo spesso gli organi di control lo regionali non si limitano agli aspetti di legittimità ma entra no nel merito degli accordi, collocandosi nell ’ ambigua figura di controparte. In breve nel pubblico impiego si ha spesso l ’ illu sione di contrattare, non esiste in realtà certezza del rispetto né dei contenuti, né dei tempi di applicazione degli accordi. E es senziale che questa fase contraddittoria si concluda con la pie na formazione di una contrattualità nazionale e territoriale si mile a quella dei settori industriali laddove anche la contratta zione aziendale postula orientamenti decisi dalla consultazione e unificati sul piano nazionale. In sintesi questi sono i punti di una necessaria battaglia sindacale e politica: a) passaggio dall ’ anzianità alla professionalità orizzontale e verticale costruita non solo sull ’ esperienza ma anche attraver so corsi di qualificazione e riqualificazione, il lavoro di gruppo, l ’ autogestione dei progetti, la scomparsa di alcune inutili figure gerarchiche; b) modifica dell ’ organizzazione del lavoro, della gerar chia interna, dei livelli di comando e responsabilità; c) lotta per una maggiore produttività sociale in rapporto alla nuova domanda sul territorio: in particolare la sanità, la casa, i trasporti, la programmazione territoriale degli investi menti, l ’ organizzazione del tempo di non-lavoro. La produtti vità sociale va correlata quindi ad un concetto di efficacia so ciale; d) modifica dei meccanismi concorsuali. Costruendo fasi di verifica collettiva dei gradi di professionalità al fine di so stanziare i passaggi di categoria e i processi di mobilità. In par ticolare per i giovani l ’ introduzione del corso di formazione- lavoro per l ’ ingresso nel pubblico impiego. Per i lavoratori già

7 Sulla giungla delle indennità vedi S. C assese , Burocrazia ed economia pubblica, Bologna 1978, p. 202 sgg. In particolare l ’ esistenza di 500 com petenze accessorie divisibili in 6 cate gorie: 1 ) assegni per spese sostenute o disagi; 2) compensi per la specializza

zione; 3) indennità caropane e simili; 4) indennità militari; 5) indennità per lavoro straordinario; 6) premi e in centivo. Il sistema delle indennità si è purtroppo esteso in parte anche alle regioni.

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