Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
ti locali entrassero come parte del processo riformatore. Questa opzione non si è consolidata per una serie di ragio ni: 1) in primo luogo la rigidità dell ’ apparato centrale e il ritar do a operare un vero decentramento delle attività amministrati ve, mettendo il Comune in grado di essere polo primario di ag gregazione e governo della nuova domanda sociale che si espri me sul territorio; 2) in secondo luogo la rigidità della struttura contrattuale nazionale, genesi delle distorsioni corporative le quali a loro volta fungono da freno a un rapido e radicale rin novamento; 3) in terzo luogo la dominanza degli aspetti ideolo gici sulla concreta sperimentazione di nuovi modelli di ammini strazione. Questo è un problema aperto per le sinistre in Emilia-Romagna. Oggi non è più pensabile che il consenso attivo e il supera mento delle deformazioni corporative presenti nei pubblici di pendenti siano ottenibili solo a partire dalla collocazione politi ca delle forze al governo dell'ente locale o dagli interventi sul piano sociale quale cemento unificante dei lavoratori, l'ammi nistrazione e le forze sociali. Da ciò deriva la necessità di riflet tere a fondo su questi dieci anni, soprattutto a partire dalle condizioni di lavoro, dalla produttività dei comparti pubblici, dal rapporto tra sviluppo della professionalità e modifica della organizzazione del lavoro. Ma una ridiscussione sui modi della ristrutturazione della macchina comunale, del ruolo della con trattazione nel P.I. significa anche classificare i terreni nuovi del confronto con la società, il riequilibrio territoriale, una nuova qualità dei servizi, una politica attiva del lavoro, la for mazione professionale, il rapporto tra giovani e città. Se nuove sono le emergenze di una società in trasformazione e del movi mento operaio organizzato, la professionalità, l ’ efficienza e l ’ efficacia della pubblica amministrazione possono concreta mente definirsi in rapporto a tali emergenze attraverso un ruolo attivo dell ’ ente locale nel tradurle in scelte amministrative e po litiche. Tale processo necessita di tre soggetti fondamentali, i qua li svolgono funzioni proprie e contribuiscono a realizzare una dialettica più avanzata nella Pubblica amministrazione: — soggetto forze politiche-amministrative; — soggetto forze politiche dei lavoratori del P.I.; — soggetto politico sindacato. Il primo soggetto politico, il partito-amministrazione do vrà confrontarsi con tre fattori: a) l ’ approfondimento generale dei temi di riforma della Pubblica amministrzione; b) la composizione qualitativa della domanda territoriale; c) la partecipazione dei lavoratori oltre che alle vicende contrattuali alla gestione-sperimentazione di un processo di ri forma. Assegnare maggior peso al ruolo dei lavoratori implica operare scelte che possono nell ’ immediato scontrarsi con gli at teggiamenti settoriali, ma possono creare le condizioni per ope rare con la spinta positiva dei lavoratori. I punti decisivi di tale iniziativa sono la riclassificazione professionale, il coinvolgimento nelle decisioni progettuali e operative. L'analisi della composizione qualitativa dell'utenza territo
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