Problemi della transizione 1980
Il pubblico impiego
riale oggi necessita di una seconda fase, che, accanto al ruolo dei quartieri, sappia attivare momenti di raccordo e confronto con le forme organizzate della società; in primo luogo i consigli di zona e di fabbrica, ma anche quelle nuove forme di aggrega zione presenti sul territorio composte e ricomposte da giovani, studenti, donne. L ’ assetto del territorio, la qualità della vita, l ’ organizzazio ne del tempo di non lavoro, la riqualificazione degli operatori per la salvaguardia della salute, la risposta ad una variegata e composita domanda culturale, strumenti nuovi per il riequili brio urbano e industriale, per riqualificare la formazione pro fessionale, per consolidare esperienze di studio lavoro, per so cializzare gli anziani. Sono alcuni degli esempi che si possono fare per sollecitare un processo conoscitivo della propria inter na organizzazione e della modificata domanda sociale che sot tintende trasformazioni culturali e politiche profonde. La partecipazione dei lavoratori, l ’ analisi della nuova utenza sociale possono favorire anche la definizione di un asse attorno a cui far ruotare sperimentazioni avanzate di riforma. Per quanto attiene al soggetto politico sindacato occorre riconoscere in primo luogo che il movimento sindacale negli anni settanta ha lanciato una sfida verso le istituzioni democra tiche e le forze politiche anche proprio sul terreno della riforma della Pubblica amministrazione, senza essere pienamente con seguente con le sue stesse decisioni. Una difficoltà va vista nella oscillazione che il movimento manifesta nei suoi comportamenti concreti sul terreno della Pubblica amministrazione e del pubblico impiego. Oscillazione tra momenti di avocazione dell ’ iniziativa nelle mani dei gruppi dirigenti confederali e momenti di delega dell ’ iniziativa alle or ganizzazioni di categoria. Una eccessiva centralizzazione confederale rischia di pri vare l ’ azione del sindacato delle sue proprie gambe, di renderla verticistica, di far apparire, persino, il sindacato quasi contro parte dei pubblici dipendenti. Una accentuazione eccessiva del peso delle organizzazioni di categoria, alla data di oggi e per l ’ ambito entro cui sono costrette ad operare, rischia di ipoteca re gravemente la capacità riformatrice del movimento. Ma al di là di questa osservazione il nodo grosso posto dalla esperienza di questi anni in relazione alle politiche sinda cali nella Pubblica amministrazione si concentra sulla natura e sul ruolo della contrattazione collettiva e sul rapporto tra con trattazione e processo riformatore. Questo tema, del rapporto tra contrattazione e riforma, è in generale caratteristico del confronto tra movimento sindacale ed istituzioni dello Stato ma assume una rilevanza specifica nell ’ ambito della Pubblica amministrazione e del pubblico impiego. A nostro giudizio, lo sviluppo della contrattazione colletti va, uno sviluppo per ampiezza e per qualità nel pubblico impie go, costituisce una condizione irrinunciabile per far camminare davvero una riforma degli apparati amministrativi. Ed è proprio attraverso un simile sviluppo in ampiezza e qualità della contrattazione collettiva che è possibile ricompor re quell ’ equilibrio tra organizzazione degli interessi particolari ed organizzazione degli interessi generali che è necessario al movimento sindacale per poter svolgere compiutamente la sua
117
Made with FlippingBook - Online catalogs