Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
funzione di agente trasformatore, per poter impegnare davvero una lotta anticorporativa che abbia le condizioni del suo suc cesso e non debba cedere a ricatti ancora troppo potenti perché si possa trascurarli. Il presupposto è questo: il movimento sindacale e le forze politiche che hanno la responsabilità della pubblica ammini strazione, se vogliono riformarla, devono rivolgersi ai lavora tori del pubblico impiego (si tratta ormai di grandi masse) non come a forze che devono essere neutralizzate per ridurre l ’ iner zia che esse oppongono al cambiamento, ma come a forze che possono essere conquistate ad assolvere un ruolo protagonista nel processo di cambiamento. Ciò esige un sindacato che è in grado di superare lo scon tro tra le opzioni generali e l ’ attività quotidiana, lo scarto — vale a dire — tra il momento confederale e quello categoriale in due direzioni. Da un lato l ’ organizzazione confederale non può pensare che siano sufficienti alcune parole d ’ ordine, ripetute ritualmen te, per consolidare la presenza del sindacato di classe nel P.I. L'intera organizzazione deve assumere il P.I. come terreno cen trale della sua crescita e della possibilità di controllo sulle stesse dinamiche economico-territoriali. Il sindacato di categoria, d ’ altra parte, deve sempre più trasformarsi, anche nella nostra realtà, da sindacato d ’ inter vento congiunturale in sindacato che realizza un confronto glo bale sulle scelte politico-amministrative delle istituzioni. L ’ organizzazione politica che opera nei luoghi di lavoro ha un ruolo altrettanto importante. È superata la fase della sem plice propaganda e informazione sui temi generali. Le sezioni di partito possono riorganizzare una funzione «educativa» solo se entrano nel merito delle contraddizioni materiali e politiche dei lavoratori, contribuiscono a connetterle con un disegno concreto di riforma che deve investire anche le nostre ammini strazioni, senza per questo negare il ruolo di avanguardia che hanno svolto nel contesto nazionale. Ciò significa il supera mento della delega al sindacato sulla materia contrattuale e sul la riorganizzazione dei servizi. E utopistico pensare al modello della conferenza FIAT? O alle conferenze di produzione o a strumenti per misurare la produttività sociale, il grado di effi cacia degli enti? Porsi in questa linea comporta tuttavia uno studio e una ricerca di tipo nuovo sulle condizioni concrete in cui opera il sistema amministrativo e sulle dinamiche presenti tra i lavoratori. Per fare un esempio la richiesta degli applicati del Comune di Bologna di ottenere un passaggio generalizzato di livello denota: a) una concezione puramente addestrativa della professionalità; b) una malintesa concezione egualitaria. Ciò funge da deterrente a sperimentazioni professionali più avanzate nell ’ intreccio tra ruolo dell ’ ente locale nella program mazione economica territoriale e strumenti di ricognizione del la forza-lavoro.
118
Made with FlippingBook - Online catalogs