Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

(basti andare alla composizione sociale della popolazione sco lastica all ’ inizio degli anni ’ 70, ma in parte ancora oggi), e tut tavia vi si riflette. Le crepe si sono sempre date e si sono allar gate. Anche nella nostra regione è tuttavia indubbia una pre ponderanza delle forze politiche dominanti nella struttura sco lastica, al di là e oltre l ’ apparato burocratico di governo della scuola. Ne sono una spia eloquente i dati delle elezioni per il consiglio nazionale della P.I., su cui già nel maggio del ’ 77 si era soffermato su «Rinascita» il compagno Giovanni Berlin guer, sottolineando da un lato la maggiore incidenza della CGIL «al vertice che alla base della piramide scolastica» e dall ’ altro la sua più grande debolezza «in alcune zone dove la sinistra è forza dirigente nella politica, nell ’ amministrazione, nelle classi lavoratrici e nei ceti intermedi» 1 . La CGIL nella scuola elementare, media e superiore, otte neva in Emilia una percentuale di voti inferiore del 2-3% alla media nazionale, con una accentuazione atipica rispetto ai dati generali di una punta negativa proprio nelle superiori. Nel complesso il quadro emiliano forniva una immagine di altissi ma partecipazione al voto (nei tre ordini di scuola l ’ Emilia è co stantemente al primo posto come percentuale di votanti) con una notevole forza dei sindacati confederali (70,61% dei voti espressi nelle elementari; 33,01% nelle medie; 39,85% nelle medie superiori) che non intacca però l ’ assunto da cui si è parti ti. Nell ’ unico caso in cui CGIL-CISL-UIL raccolgono la stra grande maggioranza dei voti questo successo è dovuto alla af fermazione come forza di maggioranza assoluta (52,77% dei voti espressi) della CISL. Negli altri casi le cifre parlano di per sé. C ’ è unicamente da notare che dove la CGIL coglie il suo maggiore successo — nelle superiori con il 22,56% — non solo si ha lo scarto negativo più ampio ma si ha anche il massimo astensionismo. Nelle superiori infatti vota solo il 73% degli in segnanti contro l ’ 87% delle elementari e l ’ 85% delle medie. Ciò significa che il suffragio CGIL rappresenta in realtà solo il 16,5% del corpo docente di quell ’ ordine di scuola. Un ’ ulteriore prova — e sarebbe assurdo aspettarsi il con trario — porta l ’ analisi delle adozioni dei libri di testo, per cui abbiamo preso come riferimento una branca del sapere (e dell ’ insegnamento), la storia, in cui più immediatamente si ri flette lo scontro culturale e un grado di istruzione che tocca or mai la generalità dei ragazzi (la media dell ’ obbligo). Si tratta dunque di dati del tutto parziali la cui interpretazione è resa particolarmente difficile dalle numerose variabili che convergo no a determinare i fenomeni: ad es., la capacità di penetrazio ne, territorialmente differenziata, dei diversi editori. Le neces sarie cautele non sono riuscite a dissuadermi dal proporre alla discussione questo ulteriore elemento di giudizio. Se, nella frammentazione delle adozioni, prendiamo in esame i due più diffusi testi di storia vissuti dalla scuola come

1 G. B erlinguer , Gli intellettuali nella crisi, «Rinascita», 6 maggio 1977, p. 5.

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