Problemi della transizione 1980
Sviluppo economico e democrazia
sotto il primo aspetto viene in considerazione il controllo de mocratico del territorio urbano, sotto il secondo aspetto assu me rilievo il controllo degli insediamenti industriali, che ha concorso con altri fattori obiettivi di cui diremo più oltre (n. 5), e che senza dubbio hanno avuto il loro peso a tenere fuori dal territorio regionale il grande capitale monopolistico o ne ha, comunque, «dosato» la penetrazione in rapporto alle specifi che esigenze di sviluppo regionale. Si sono così spesso scongiu rati i profondi squilibri, sociali oltre che economici, che la pre senza del capitale monopolistico comporta, anche se ciò non è sempre accaduto, come nel caso degli insediamenti industriali idroesigenti ed inquinanti del ravennate; si sono garantiti gli spazi per il formarsi e il riprodursi della imprenditorialità re gionale, dal più elementare tessuto dell ’ artigianato fino alla medio-piccola impresa industriale, privata o cooperativa. Sotto questo aspetto assume un particolare significato an che la forte spinta emancipativa manifestatasi entro il cosiddet to decentramento produttivo. Recenti rilevazioni 4 * * 7 hanno mo strato una forte tendenza verso un «uso rovesciato» del decen tramento produttivo: minuscole imprese sorte come satelliti della grande impresa si vanno progressivamente affrancando dall ’ antica sudditanza; producono innovazioni tecnologiche e, con esse, si creano un proprio mercato; si rendono sempre più indipendenti dalle commesse della grande impresa e, al tempo stesso, contrattualmente più forti nei suoi confronti. Ciò non accade tanto nel triangolo industriale, ma piuttosto nelle aree, come quella emiliana, nelle quali i poteri regionali e locali (e ci si deve forse domandare se la concomitanza sia solo causale) hanno maggiormente fatto sentire la propria presenza. Qui si delinea una positiva tendenza verso la formazione dal basso di nuova imprenditorialità, che sembra contraddire le leggi socio logiche, appena ieri decretate, sul reclutamento dei quadri im prenditoriali entro la tecnostruttura della grande impresa. A questi fenomeni fa però riscontro una minore conflittua lità sindacale, alla base della quale si colloca un preciso dato: il 40% degli addetti nel settore metalmeccanico non è sindacaliz zato, mentre nello stesso settore il 42% degli addetti è occupa to in imprese con meno di 20 addetti. Qui antiche leggi appaio no invece confermate; il prosetilismo sindacale ha per presup posto difficilmente superabile la grande fabbrica; e ciò crea per il sindacato, dove questa condizione non sussiste, problemi an cora irrisolti. 4. Si può formulare una prima conclusione: lo sviluppo del sistema economico entro l ’ area regionale non è stato, nei suoi aspetti quantitativi e qualitativi, uno sviluppo in tutto spontaneo, provocato dalla sola intrapresa delle forze econo miche. Esso è stato, in buona misura, uno sviluppo guidato, e sia pure parzialmente e indirettamente guidato, delle istituzioni 7 Come l ’ indagine coordinata da C a pecchi , Ristrutturazione e organiz zazione del lavoro , Roma 1978.
Le contraddizioni dello sviluppo economico
147
Made with FlippingBook - Online catalogs