Problemi della transizione 1980
Sviluppo economico e democrazia
pio lavoro dei pubblici dipendenti raggiunge, in alcuni casi, percentuali dal 20 al 40% 11 , mentre altre ricerche hanno evi denziato un 20% almeno di lavoro femminile a domicilio non rilevato ufficialmente dai censimenti 12 . Il progressivo incremento dei redditi familiari — questo è il primo termine della contraddizione — ha reso possibile, in un numero crescente di famiglie, ravviamento dei giovani agli studi superiori ed il loro accesso alle università. Al tempo stes so, la qualità della vita emiliana e le possibilità di lavoro part- time offerte dall ’ economia regionale hanno attirato sul territo rio regionale, e soprattutto nel capoluogo, masse di studenti provenienti da altre regioni, specialmente meridionali. L ’ altro termine della contraddizione è nei caratteri tipologici della pro duzione emiliana, rivelatasi capace di assorbire, in misura an che superiore alla quota disponibile nella regione, forza lavoro operaia, ma non sufficientemente capace di utilizzare forza la voro intellettuale, sicché un patrimonio di energie che lo stesso sviluppo regionale ha prodotto non trova modo di inserirsi en tro il processo di sviluppo. D ’ altronde, neppure le pubbliche istituzioni si sono rivelate in grado di costituire un tessuto bu rocratico altamente specializzato, capace di assorbire larga mente lavoro intellettuale. Questo limite allo sviluppo sta nel fatto che l ’ incremento del processo di accumulazione non è andato di pari passo con il progresso tecnologico. I profitti realizzati — sul punto ci sof fermiamo più diffusamente in seguito (n. 6 lett. f.) — non han no trovato la possibilità di investimento in produzioni indu striali tecnologicamente più avanzate, nè in una organizzazione moderna del sistema di direzione delle imprese 13 , nè nel settore del cosiddetto terziario qualificato, ossia in settori nei quali il lavoro intellettuale è importante fattore produttivo. I meccani smi spontanei del mercato hanno assecondato la propensione del capitale alla più facile e più rapida rimunerazione. Il surplus rispetto al già saturo settore della media tecnologia, anziché es sere investito a lungo termine nella tecnologia avanzata, ha tro vato altre forme di investimento, come ad esempio l ’ interme diazione commerciale tra la produzione alimentare del Sud Ita lia e i mercati di consumo del centro e del nord Europa. Signifi cativo al riguardo è rilevare che l ’ intermediazione commerciale assorbe il 35,4% dell ’ occupazione terziaria, contro il 26% nazionale 14 .
tore di attività economica, «Statisti-
11 Ci riferiamo all ’ indagine di L. B ergonzini , Problemi dell ’ indagine statistica sull ’ occupazione occulta e risultati di una ricerca sul doppio la voro a Bologna, Bologna 1978. 12 Ancora B ergonzini , Casalinghe o lavoranti a domicilio? , «Inchiesta», n. 10, 1973. 13 Pertinenti al riguardo le osserva zioni di R. P rodi , in «Il Corriere del la Sera» del 12 aprile 1980 14 In proposito vedi C. F ilippucci , L ’ occupazione e il valore aggiunto in Emilia-Romagna: un ’ analisi per set
ca», n. 3, 1978.
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