Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

Tecnologia e squilibrio fra domanda e offerta di lavoro

Nel complesso scenario regionale che caratterizza il siste ma economico europeo, l ’ Emilia-Romagna tende certamente verso l ’ area delle regioni dinamiche e di transizione dallo svi luppo industriale alla crescita post-industriale; in altri termini predominano i fattori dinamici su quelli di ristagno. Anche nell ’ evoluzione del ciclo economico l ’ Emilia-Romagna mostra una tenuta significativamente superiore alla media 18 . Tuttavia esistono anche indicazioni di segno opposto: a) il sistema delle piccole imprese è strettamente connesso alla diffusione di forme di lavoro che tendono a ridimensionare for temente le presenze del movimento operaio organizzato; b) una buona parte di piccole imprese resiste sul mercato non tanto per la qualità tecnologica della sua produzione, quanto per la capacità di sottrarsi a quel controllo della forza-lavoro operato dalle organizzazioni sindacali; c) una buona parte di piccole imprese opera in settori «tradi zionali» a bassa tecnologia; d) l ’ accentuarsi della concorrenzialità fra i paesi capitalistici ri chiederà una sempre più elevata e una nuova qualità di lavoro sia imprenditoriale sia operaia. Valutazioni tecnico economiche e finanziarie, studi di mercato, organizzazione commerciale, alta qualificazione e frequenti riqualificazioni professionali della forza-lavoro. Il sistema industriale della no stra regione non pare assolutamente attrezzato a questi compiti e ci si consenta di osservare che gli organismi pubblici non pos sono sostituirsi in tutto alle imprese e, in ogni caso, il costo di questa sostituzione che graverebbe sulla collettività dovrebbe essere computato nei conti economici delle imprese se si volesse valutare correttamente la loro efficienza; e) quando il sistema industriale è frazionato, disarticolato, co me nel caso di una predominanza di piccole e medie imprese, il rapporto fra capitale finanziario e capitale industriale può esse re più agevolmente risolto a favore del primo, con l ’ evidente conseguenza di perdere qualunque controllo sulla politica in dustriale a livello locale e nazionale; f) da alcune ricerche recenti emergono segni contraddittori sul la strada che il sistema industriale sembra perseguire: i risultati dell ’ economia regionale, in termini di saggi di variazioni dell ’ occupazione e della produttività 19 . Da questi primi son daggi emerge che la gamma di produzione della regione si re stringe: si perde peso nelle produzioni più tradizionali, ma non si estende a «nuove» produzioni industriali tecnologicamente più avanzate, nè ai settori del terziario qualificato (questi nella

18 R. Z angheri , Caratteri dell ’ eco nomia emiliano-romagnola, in Atti dell ’ Accademia delle Scienze, Bolo gna 1978. 19 Ci riferiamo a lavori di B rusco , G iovannetti , M alagoli , La rela zione tra dimensione e saggio di svi luppo nelle imprese industriali: una ricerca empirica, Modena 1979; Fi- lippucci , Alcuni comportamenti dell ’ industria in Emilia-Romagna fra il 1972 e il 1975 secondo i settori di attività economica e la dimensione delle imprese, «Statistica», n. 2, 1979. E vedi altresì, per una analisi

più completa, C apecchi , La piccola impresa, cit.

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