Problemi della transizione 1980
Nuova «soggettività» e governo dello sviluppo
di Pietro Ingrao
Prima di tutto voglio sottolineare la dimensione che la ri cerca del «Gramsci» si è data e lo stretto collegamento in essa tra la valutazione della esperienza emiliana e le prospettive del lo sviluppo nazionale. Io vedo in ciò un ’ impostazione che rifiu ta l ’ idea «isolazionista» di un «modello» emiliano chiuso in sé ed autosufficiente. La scelta non mi pare affatto di poco conto. Non voglio riaprire il dibattito assai controverso sui caratteri e sulla porta ta della crisi che ha investito le strategie e le politiche concrete di quello che usiamo chiamare lo Stato assistenziale (o sociale). Alcuni di noi hanno sostenuto che tale crisi non è né catastrofe, né pura stasi. Credo che i processi traumatici di ristrutturazio ne produttiva, le dimensioni sovranazionali che esse hanno as sunto, le implicazioni tecnologiche e sociali che comportano, le redistribuzioni di reddito e di potere a cui danno luogo — tutto ciò viene modificando le cose intorno a noi in forme e misure, che forse ancora non riusciamo a valutare ed a «catalogare» adeguatamente. Soprattutto non riusciamo — mi sembra — a cogliere e a dare non solo la dimensione, ma l ’ asprezza che sta assumendo lo scontro connesso a tali ristrutturazioni. Proba bilmente sfugge ancora a larga parte dell ’ opinione pubblica, al «senso comune» della gente, la nozione delle modificazioni nei ruoli produttivi, nella divisione internazionale del lavoro, nei rapporti di forza mondiali, che tale scontro sta producendo o può produrre. Se vogliamo adoperare alcune parole simboli che, le ristrutturazioni in atto stanno incidendo non solo nel rapporto generale tra «Nord» e «Sud» del pianeta, ma anche all ’ interno del Nord, fra l ’ una e l ’ altra area regionale, e all ’ in terno delle metropoli di capitalismo maturo. E sono ristruttu razioni e processi che stanno facendo emergere quei limiti dello Stato-nazione e delle sue forme, su cui da diverse parti viene oggi messo l ’ accento. E in questo quadro aspro e tutto in movimento che si ri propone — secondo me — per una serie di Paesi una questione di indipendenza nazionale; e fra questi, per noi, per l ’ Italia. Io non voglio affrontare qui la questione di un possibile coinvolgi mento — diretto o indiretto — dell ’ Italia nei conflitti acuti aperti in aree cruciali (a cominciare dall ’ area del petrolio) sino al rischio di scontri militari gravidi di pericoli per la pace, e del le conseguenze e implicazioni che un tale coinvolgimento reche rebbe con sé. Ritengo che questo sia un nodo grave, su cui non ci si sofferma abbastanza. Ma adesso mi preme concentrare l ’ attenzione sui pro- plemi di «dipendenza», di subordinazione economico
161
Made with FlippingBook - Online catalogs