Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

te a cogliere brandelli di verità ed a fornire ri sposte spesso stimolanti ma altrettanto spesso frettolose e «ideologiche». È evidente che non può trattarsi di una rie dizione della «questione sociale» che visse al di sotto dello Stato liberale e che fu particolar mente acuta in Italia, anche se un rapporto di affinità esiste e al proposito non va dimentica to, al di là di astratte analogie e della mistica dei corsi e ricorsi storici, che in Italia quella crisi dello Stato liberale portò ad una soluzio ne autoritaria. Si tratta invece di una «questio ne sociale» nella quale è meno presente la mi seria materiale — anche se essa è pur sempre presente — e più un agitarsi di tensioni e biso gni nel quale la patologia del vecchio, l ’ inerzia delle aspettative indotte dallo Stato assisten ziale, insistono su elevati livelli di socializza zione. Non, quindi, un «sociale» senza ulteriori connotazioni, quanto invece la forma attuale e più acuta della contraddizione fondamentale del capitalismo, tra socialità delle forze pro duttive e privatezza dei rapporti di produzio ne, dalla quale emerge una rivendicazione, esplicita o potenziale, di nuove frontiere al go verno della crisi, di nuovi fini dello sviluppo, di una nuova struttura del potere, di una nuo va socializzazione culturale. Come recita in sintesi una fortunata ed accattivante formulet- ta, di una nuova qualità della vita. Uno studioso, interprete di una linea di ri cerca di grande interesse su questi temi, Claus Offe, ha offerto la definizione più sintetica di una possibile lettura «positiva» della contrad- dizione che sottende alla «nuova questione so ciale» quando ha parlato di una «insufficienza strutturale di controllo sociale consapevole dello sviluppo della vita» 2 . Si tratta quindi di una «questione sociale» nella quale è meno di rettamente riconoscibile una dimensione di classe mentre invece sono più dominanti i temi della liberazione dell ’ individuo. La sociologia contemporanea, come ci ha ricordato Capec chi, è non a caso sensibile a questa tendenza anche se, in ottemperanza alle vocazioni costi tutive delle sue varie anime, si limita a regi strarle. Non è questa la sede per un esame appro fondito delle questioni teoriche di grande pro 2 C. O ffe - Strukturprobleme des

porzione che sono aperte, indotte da questi fe nomeni. Basta forse notare che le teorie delle classi e dello Stato che hanno preso origine dal marxismo sono ancora per tanti aspetti condi zionate da un rapporto tra economia e politi ca, tra società e Stato proprio dell ’ età liberale. Ad una tendenziale ricostruzione della sfera individuale, così come di quella propria della politica e dello Stato, a partire da una determi nazione spesso esclusiva nell ’ economia, si so no così giustapposti elementi di statalismo de rivanti da un insediamento del conflitto di classe nella sfera pubblica che ha identificato, sia pure attraverso varie versioni, autonomia di classe e ideologia. Un fecondo ritorno a Marx, oltre ad una at tenzione critica nei confronti dei contributi che provengono dalle moderne scienze sociali, può farci uscire dal presunto impasse storico rap presentato da una opposizione tra dimensione di classe e dimensione individuale ed offrirci gli strumenti per fronteggiare il pericolo che si affermi una ideologia della separazione tra qualità dello sviluppo e qualità della vita, tra economia e democrazia, tra cultura e realtà. La nostra ricerca va quindi puntata in que sta direzione; le atmosfere rarefatte della teo ria debbono aiutare ad elaborare una concre tezza più consapevole e lungimirante. La nuo va frontiera dell ’ azione di governo in Emilia- Romagna è rappresentata da una capacità di organizzare la «nuova questione sociale» che riesca a sventare i pericoli per la democrazia che in essa si annidano e che si fondi su politi che di qualificazione dello sviluppo economico e civile della regione. Gravano qui pesanti condizionamenti na zionali (ed internazionali). Non possiamo sot tovalutare, o confinare al di fuori del raggio della nostra analisi, i più recenti sviluppi poli tici della crisi economica e sociale del capitali smo, in Italia e in Europa. All ’ affermarsi di politiche neoliberiste si è accompagnata una offensiva ideologica neoli berale. La combinazione che si è creata è stata il veicolo culturale per una affermazione, certo faticata e precaria ma pur sempre effettiva, di forze moderate. Essa tende ad offrire una riso luzione entro una cornice meramente garanti sta dei conflitti e delle tensioni più nuovi; al di

Kapitalistichen Staates-, trad. it. Lo Stato nel capitalismo maturo, Milano 1977.

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