Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

L ’ impostazione del seminario, di grande apertura ideale e di effettiva apertura critica, tiene conto, in modo esauriente, dell ’ intenso dibattito che ha attraversato la sinistra in Emilia-Romagna ed a Bologna in questi anni, dopo il 1975 ed in particolare dal 1977 in avanti. È una dimostrazione, la scelta che si è compiuta in sede di Istituto Gramsci, della cre scita culturale e della maturità politica dei co munisti i quali, sottoposti, da varie parti al pungolo critico, non si chiudono «a riccio», non respingono con alterigia integralista le ri flessioni svolte da altri partiti o in determinati ambienti ma si interrogano essi stessi ed ade guano il proprio comportamento politico al divenire della realtà sociale, politica ed ideale del paese e della Regione Emilia-Romagna. Questo atteggiamento critico deve valere, per noi, anche nel vivo dell ’ imminente con fronto elettorale; la giusta difesa delle scelte compiute non significa infatti, e non deve si gnificare, negazioni dei problemi che sono aperti nella nostra realtà, sottovalutazioni dell ’ intreccio nuovo che si è determinato tra la natura della crisi generale e la situazione bolo gnese ed emiliana. Ci muoviamo anche qui nell ’ ambito della dialettica «salvezza-trasformazione»; dalla crisi non si esce con un velleitario e «gozzania- no» ritorno all ’ indietro, nel rimpianto, per co sì dire, di una perduta felicità; ma dalla crisi si può uscire, misurandosi con passaggi inediti nell ’ azione di governo e di lotta, adeguando il respiro ideale della nostra iniziativa politica ai problemi difficili posti dalla crisi di sviluppo della società capitalistica, dalle contraddizioni che segnano il variegato campo dei paesi socia listi. A me pare di poter osservare che la nostra realtà, anch ’ essa posta nel vivo della dialettica «crisi - trasformazione», ha saputo evitare, complessivamente, il rischio delle passività, della inerzia, della subalternità agli effetti de vastanti della crisi. Valga, in proposito, un esempio che mi li mito solo ad accennare. Nell ’ ottobre scorso il Comune di Bologna ha tenuto la terza confe renza economico-sociale; l ’ ha tenuta modifi cando sensibilmente l ’ impianto tematico tradi zionale di questo importante appuntamento tradizionale. E in quella sede, ad esempio, che il Prof. Ca pecchi, e non solo lui, è stato per la prima vol ta, ufficialmente chiamato ad illustrare i pro blemi della disoccupazione intellettuale e gio vanile nell ’ area bolognese; è in quella sede che

pacità di assimilare influssi culturali. Una assi milazione sempre attenta a produrre una sinte si «locale» capace di operatività ha fatto emer gere quei tratti di socialità e di concretezza del la cultura regionale che consentono oggi di re sistere alla regressione culturale rappresentata dalle mitologie neocorporative e neomistiche. Questo patrimonio è anche il prodotto della più ampia presenza del movimento operaio. Al suo interno ha agito una diffusione del marxismo nella quale la versione positivistica propria del riformismo storico è stata corretta dalla esperienza comunista nel senso della vi sione generale e nazionale, della politica delle alleanze, della concezione unitaria della demo crazia. La fase storica nella quale ci troviamo rende però necessario agire su questo patrimonio e produrre una sintesi nuova. E da chiedersi, ad esempio, quanto permane di economicismo, che può essere riflesso della potenza della so cietà civile; quanto di concretismo, di antiin- tellettualismo anche solo latente; quanto di statalismo speculare, di dirigismo, di conce zione strumentale delle istituzioni. La risposta a questi interrogativi può giun gere, oltre che da una chiara individuazione delle coordinate dell ’ impegno teorico e cultu rale, da una azione politica entro la quale bat taglia ideale, politiche di governo, espansione della democrazia e crescita dei livelli di consa pevolezza critica di massa costituiscano il luo go di costruzione di nuovo e più avanzato ruo lo nazionale dell ’ Emilia-Romagna.

Riforma dello Stato e azione di governo

di Aldo Bacchiocchi Più che un intervento organico, tento di illu strare, per punti di riflessione, appunti di larga massima che si collocano all ’ interno della rela zione generale del seminario e delle relazioni di settore che sono state preparate ed illustrate dai compagni ieri sera ed oggi.

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