Problemi della transizione 1980
L ’ Emilia-Romagna negli anni ’ 80
stamattina di Anderlini. Con quali alleanze?
— la presenza del mercato e delle imprese pri vate. Allora il problema non è di pensare al compimento di un processo di razionalizzazio ne del sistema capitalista, da cui magari passa re nel futuro all ’ avvio della costruzione del so cialismo, ma di pensare, nei termini storica mente possibili oggi, che cosa voglia dire rea lizzare un processo di trasformazione demo cratica e socialista della nostra società regiona le e nazionale.
La politica delle alleanze costruita in questi trent ’ anni di governo delle forze di sinistra de ve essere ristretta o invece ulteriormente allar gata e qualificata? Questo mi pare il punto centrale della no stra discussione e non soltanto sul piano politi co, ma anche e soprattutto sul piano economi co e sociale. Io sono convinto che la capacità egemonica della classe operaia, dei lavoratori, delle forze di sinistra, intesa come reale capacità di gover no e di guida, anche ideale della società regio nale, vada ulteriormente rafforzata e qualifica ta attraverso la partecipazione di nuovi inter locutori, coinvolgendo, in un progetto di cam biamento e di trasformazione della società, nuovi interlocutori, oltre a quelli tradizionali. Sarebbe cioè riduttivo — a mio giudizio — congelare la discussione sul problema della permanenza o meno dei ceti medi nell ’ area del le nostre alleanze. Il problema di oggi è ben più complesso. Si tratta in pratica di vedere co me queste categorie sappiano rapportarsi al nostro progetto di trasformazione, e sappiano, quindi, conciliare i propri interessi con quelli più generali. Questa secondo me è una direzione obbliga ta, lo è a livello nazionale, lo è tanto più in una Regione in cui la prima diversità positiva, non dimentichiamolo, è data dalla diversità dei rapporti di forza, è data dalla forza del movi mento operaio e della sinistra. Lo strumento fondamentale di questa politi ca è la programmazione democratica che, non dimentichiamolo, nelle tesi del nostro XV Congresso è stata definita come primo fonda mentale elemento di socialismo da introdurre nella società italiana. Mi è difficile quindi accettare lo schema che proponeva Anderlini che vuole distinguere nettamente nella nostra azione una fase di pu ra razionalizzazione dello sviluppo capitalisti- co al termine della quale, e solo allora, si por rebbe il problema del socialismo. Mi sembra che in quel modo si proponga una sorta di concezione integralista, una spe cie di mitica «ora X» che segna l ’ avvio del so cialismo, che invece ritengo superata nella no stra concezione. Su questo terreno inesplora to, che non a caso abbiamo chiamato «terza via», abbiamo bene individuato l ’ esigenza di procedere, anche attraverso esperienze, nella costruzione di un socialismo di tipo diverso, nel quale sia prevista — non transitoriamente
Risorse e qualità dello sviluppo
di Gianetto Patacini E senz ’ altro opportuno che il dibattito, fo calizzato essenzialmente sul tema dello svilup po industriale e sul rapporto tra evoluzione della struttura industriale e prospettive del mercato del lavoro si allarghi all ’ insieme delle questioni proposte dalla relazione di Tega e dalle comunicazioni introduttive per risponde re con uno sforzo di riflessione e di approfon dimento, nella maniera più compiuta al nodo politico del convegno che è quello della funzio ne e del peso dell ’ Emilia-Romagna nella batta glia per superare attraverso una trasformazio ne profonda, economica, sociale, ideale e mo rale, la crisi che travaglia l ’ Italia ormai da di versi anni. Oggetto del mio intervento sarà la «questio ne delle risorse» in riferimento alle qualità del lo sviluppo e le condizioni di vita portato bru scamente all ’ attenzione dei governi, delle forze sociali e dell ’ opinione pubblica internazionale dal riesplodere della crisi energetica. La questione delle risorse ha sempre mag giori implicazioni economiche e politiche sull ’ evoluzione stessa delle relazioni interna zionali, sulle prospettive di sviluppo dei diversi paesi, e sull ’ atteggiamento dei soggetti sociali. Nel più recente periodo si è venuta affermando in Italia nelle forze culturali più avanzate, nei partiti del movimento operaio e fra strati signi ficativi della opinione pubblica (i giovani in particolare) pur tra gli impacci e gli ostacoli
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