Problemi della transizione 1980

Risorse e sviluppo

re misure e interventi efficaci per la salvaguar dia e il risanamento delle situazioni compro messe. La politica urbanistica condotta dalla quasi totalità dei comuni dell ’ Emilia-Romagna ha consentito di contrastare l ’ uso indiscriminato e subordinato del territorio e i suoi effetti nega tivi, conseguenti alla logica del sistema econo mico capitalistico. La lunga battaglia condotta dal PCI e dalle forze democratiche che in questo campo ha prodotto una maggiore attenzione dei cittadini alla non inesauribile risorsa territorio e alla sua salvaguardia. Nella realtà emiliana, e in misura più accen tuata nell ’ intera Valle Padana, queste contrad dizioni si esprimono: 1) nel dissesto idrogeolo gico, dalla montagna al mare, accentuato: dal lo spopolamento dei territori appennini alle concentrazioni urbane, dal prelievo indiscri minato degli inerti che provocano l ’ erosione dell ’ alveo del Po, che rende problematica la di fesa del delta, favorisce la risalita della salinità; 2) nell ’ uso indiscriminato e non programmato delle risorse idriche; 3) nell ’ inquinamento dell ’ ambiente, di cui l ’ eutrofizzazione delle al ghe dell ’ Adriatico rappresenta il dato più ap pariscente; 4) nell ’ intensità dei consumi ener getici; 5) nella crescita delle città, seppure le strette relazioni fra agricoltura e industria, l ’ attenta politica urbanistica condotta dagli Enti locali abbiano contenuto gli elementi di crisi e di degrado. Sarebbe errato e fuorviarne ridurre queste contraddizioni a problemi re gionali, a particolarità emiliane, si tratta, vice versa, delle conseguenze di uno sviluppo na zionale distorto e dell ’ assenza, per l ’ opposizio ne della DC e delle forze conservatrici, di una politica di programmazione economica e so ciale. La loro stessa presenza conferma come, in assenza di una politica di programmazione de mocratica nazionale, le contraddizioni esisten ti possano farsi più acute. Non solo, ma persi no taluni fattori dinamici che hanno sorretto lo sviluppo della società regionale possono, in parte mutare di segno: si pensi all ’ eventualità, tutt ’ altro che remota, di nuovi flussi di immi grazione e ai conseguenti riflessi sulle condi zioni di vita dei grandi centri urbani. La consapevolezza dell ’ esistenza di tali ri schi ha orientato e guidato l ’ azione dei partiti di sinistra nel governo della Regione e delle Au tonomie locali. Con una chiara visione della crisi e dei problemi che il Paese deve affrontare per concorrere attivamente ad un nuovo tipo

l ’ evoluzione dei processi economici su scala mondiale e la crisi energetica evidenziano co me le risorse costituiscono dei vincoli dai quali l ’ uomo non può prescindere. L ’ uomo deve convivere con le risorse, «in corporarle» come elemento essenziale di una strategia di trasformazione ancorata ad una diversa scala di valori etico-morali. L ’ Emilia-Romagna non è rimasta estranea a queste contraddizioni, ne ha subito i riflessi e i condizionamenti; e non poteva essere diversa- mente giacché le trasformazioni economico- sociali sono avvenute all ’ interno del processo di espansione economica nazionale, delle logi che e degli interessi che lo hanno condizionato e distorto. Ciò non ha fatto venire meno gli elementi di diversità positiva che caratterizza no l ’ Emilia-Romagna rispetto alla realtà del Paese. Al contrario — come evidenzia la relazione di Tega — le trasformazioni degli ultimi de cenni, e quelle avvenute nel corso stesso della crisi collocano la nostra tra le regioni dinami che e forti, con un elevato grado di integrazio ne con l ’ Europa e con un importante ruolo di raccordo fra Nord e Sud, divenendo sempre più elemento importante dell ’ area più svilup pata del Paese e proiettando verso il Sud ele menti di sviluppo. Ciò dimostra l ’ erroneità delle interpretazioni che qualificano l ’ Emilia-Romagna come «re gione periferica» dello sviluppo nazionale. Pe riferica rispetto a che cosa? Ad uno schema in terpretativo che assume come metro di misura esclusivamente il comparto industriale e solo nelle sue espressioni della grande impresa e ignorando il comparto agricolo? Ma la peculiarità dello sviluppo regionale, che è alla base della sua solidità, del dinami smo che la caratterizza sta proprio nella inte grazione fra diversi settori, tra industria, agri coltura, terziario e turismo, conseguentemente in uno sviluppo più equilibrato del territorio. La contraddizione tra espansione produtti va, sviluppo economico e risorse si presenta nella regione con caratteristiche peculiari, in quanto si determinano in riferimento a pro fonde trasformazioni strutturali e sociali che da realtà a carattere prevalentamente agricolo fanno deH ’ Emilia-Romagna una regione ad al to sviluppo industriale che tende verso l ’ area delle regioni dinamiche e di transizione alla crescita post-industriale, e perché l ’ azione di governo delle Autonomie locali e nell ’ ultimo decennio della Regione è stata decisiva per contenere gli effetti negativi e ha posto in esse

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