Problemi della transizione 1980
Risorse e sviluppo
nito delle risorse e degli insediamenti propri dei singoli territori, da realizzarsi in primo luogo attraverso lo sfruttamento delle risorse naturali, energetiche e agricole, coordinando ne l ’ utilizzazione con i settori industriali e le attività di commercializzazione. Un corretto rapporto tra i diversi fattori del lo sviluppo, come qui ipotizzato, non mortifi ca la crescita dell ’ apparato produttivo: la sal vaguardia, l ’ uso razionale e il recupero delle ri sorse infatti costituiscono un fattore propulsi vo per lo sviluppo di nuove tecnologie, di sti molo a processi di conversione e alla crescita di nuovi comparti ad elevata tecnologia di cui l ’ apparato industriale emiliano-romagnolo è carente. Affrontando questi problemi in un ’ ottica di programmazione si definiscono le prospettive e le linee traenti dell ’ Emilia-Romagna degli an ni ’ 80. Ciò significa che il futuro della nostra regio ne non può essere affrontato con l ’ ottica di chi identifica la salvaguardia delle risorse nell ’ ar resto dello sviluppo. La connotazione della crisi e delle sue con traddizioni, ivi compresa quella delle risorse, invece esige scelte di trasformazione e di nuova qualità dello sviluppo. Si tratta, anche qui, in buona sostanza di rispondere con creatività al quesito del «che cosa e perché produrre», di dare contenuti concreti al concetto di austerità nel suo significato più autentico di trasforma zione. Elemento decisivo della politica delle risorse è la conoscenza sistematica della realtà, e l ’ in formazione e una politica di creazione delle strutture necessarie a rispondere a un tipo di domanda che essa è destinata a suscitare in di rezione del rapporto con specifiche situazioni territoriali e settoriali (funzione delle Aziende municipalizzate, da riqualificare mediante nuove aggregazioni territoriali delle realtà esi stenti con la caratteristica di strutture di inter vento e di programmazione, potenziamento dei centri di ricerca e della funzione promozio nale dell ’ ERVET nei confronti del sistema in dustriale per affrontare in termini corretti il rapporto fra salvaguardia e uso razionale delle risorse e qualificazione dell ’ apparato produtti vo). Si tratta di operare non in un ’ ottica regiona le ma con uno sforzo coerente per aprire un rapporto con gli enti nazionali — gran parte dei quali come l ’ ENEL, PENI, il CNEN attra
versano profonde crisi strutturali — per aprirli a nuovi criteri e a nuovi metodi nella battaglia da condurre per la loro riqualificazione. La politica della struttura è elemento di fon do sul quale si verifica la capacità della mano pubblica, a livello nazionale, regionale e loca le, di essere centro propulsivo di programma zione per realizzare la saldatura tra politica delle risorse e mercato del lavoro. Ciò esige, la mobilitazione insieme alle ri sorse naturali di quell ’ altra grande risorsa di cui disponiamo: l ’ intelligenza e il lavoro uma no. Pensiamo al lavoro dell ’ università e dei centri di ricerca, alle centinaia di giovani che possono impiegare in quest ’ opera la conoscen za acquisita. La strategia indicata nel «Quadro di riferi mento per la programmazione regionale» e i «progetti special ’ Appennino, Costa adriati- ca, Cispadana e Via Emilia», in corso di defi nizione, forniscono basi a riferimenti idonei per dare concreta materializzazione a questa politica, attraverso la prosecuzione e lo svilup po della politica di governo democratico della società regionale. Affrontando i problemi del rapporto tra svi luppo e risorse in un ’ ottica nazionale, antici pando linee di intervento e soluzioni, l ’ Emilia- Romagna può esprimere nuovamente, come in altri momenti della sua storia passata, le sue grandi risorse di impegno politico, ideale e morale. Lo scopo per il quale suscitare la mobilita zione di tutte le risorse e le energie democrati che, le forze e le istituzioni della scienza e della cultura non sta nel puntare all ’ ulteriore espan sione economica, bensì nel fare leva sugli ele menti di diversità positiva della regione per concorrere alla soluzione della crisi nazionale e per una nuova fase di crescita della società emiliano-romagnola. A questo fine è indispensabile lo sforzo con vergente dei partiti democratici, delle istituzio ni, dei movimenti di massa, delle forze della cultura, dell ’ impresa pubblica, privata, coope rativa: per sviluppare ulteriormente le iniziati ve e l ’ azione di governo delle istituzioni e per suscitare nelle masse popolari e nell ’ insieme della società civile una nuova tensione ideale e morale necessaria per portare a nuovi traguar di il processo di trasformazione verso una so cietà più solidale e più giusta ed uno sviluppo rispondente alla piena valorizzazione della personalità umana. Però si può constatare, ed è un segno non positivo, come rispetto all ’ ac- cresciuta sensibilità di gran parte delle forze
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