Problemi della transizione 1980

persi fare portatori delle istanze rinnovatrici presenti anche in posizioni meramente conte statrici e di concorrere a far prevalere il segno della razionalità e della trasformazione. La stabilità del sistema politico si legge in curva ascendente per le forze della sinistra con uno squilibrio fra i partiti storici che è andato progressivamente accentuandosi. Basterebbe pensare che in Italia c ’ è un voto socialista ogni tre voti comunisti, a Bologna ad ogni voto so cialista corrispondono sette voti comunisti, a Modena il divario è ancor più accentuato. Questi sono fatti concreti che da soli giusti ficano ed esaltano lo sforzo socialista di riper correre una storia che ci ha visto protagonisti e partecipi ai risultati positivi raggiunti tramite questa stabilità politica ma a volte ridotti a rango di partito ausiliario, difficilmente accet tabile per un partito che è orgoglioso della sua autonomia storica, politica e ideale. Qual ’ è l ’ origine di questa stabilità politica che porta città come Reggio a detenere il pri mato del più basso incremento radicale alle ul time elezioni politiche? Come mai questo dato è smentito da Bologna e Parma, dove più si sente «l ’ effetto città»? Appare qui il secondo lato del triangolo ma gico; economia forte. I dati sono noti per quello che concerne le posizioni per la produzione industriale e so prattutto per quella agricola. Le origini di questa forza stanno nella crisi della grande impresa e nella particolare predi sposizione alla valorizzazione in questa regio ne del processo del decentramento produttivo, di quel modello di organizzazione della produ zione conosciuto come «fabbrica diffusa». Questa predisposizione matura a metà degli anni cinquanta. Sono quelli gli anni in cui si delinea in Emilia la «grande trasformazione», per usare lo schema caro a Karl Polanyi. Se al censimento del ’ 51 la popolazione oc cupata nell ’ industria è circa 1/4 del totale, la percentuale si eleva nel censimento del ’ 61 al 36,4%, per salire poi lievemente oltre il 40% del ’ 71. Anche le vicende della composizione di classe confermano il processo. Proprio dal ’ 73 in poi, dagli anni della crisi profonda anche se non catastrofica del modo di produzione capitalistico si allarga la forbice già delineatasi a metà degli anni sessanta tra stagnazione produttiva nazionale ed espansio ne economica regionale. L ’ azione di buon governo della sinistra è sta ta decisiva per favorire, dal lato del salario so ciale come quello dell ’ assetto del territorio, questa espansione produttiva qualificata, an che se non possiamo sottacere che essa è stata grandemente facilitata da scelte come quella di svalutazione della lira e di funzione trainante assegnata alle esportazioni nello sviluppo del reddito. Francamente non credo però che possa ascriversi a merito del movimento operaio l ’ aver frapposto grandi barriere all ’ entrata del capitale monopolistico che, mi pare, decide di isolare la Regione Rossa, a partire dal 1946, quando boicotta il piano Sereni. Ma certamente il modo di gestire la spesa pubblica da parte degli enti locali governati dalla sinistra ha avuto, dal lato dei servizi so ciali come da quello dell ’ assetto del territorio, una funzione positiva nel cercare di assicurare lo svolgimento ordinato di un certo processo di accumulazione. Certo sono intervenuti profondi mutamenti che hanno ridotto quantitativamente e qualita tivamente i margini a disposizione degli Enti Locali per politiche di una spesa pubblica di 199 Il «triangolo magico» della realtà emiliana di Franco Piro L ’ analisi dell ’ Emilia che il movimento ope raio è venuto compiendo in questi ultimi anni è, dal punto di vista scientifico e culturale, di gran lunga più articolata e profonda di quella che hanno tentato di abborracciare forze poli tiche tradizionalmente collocate all ’ opposizio ne. Questo risultato non è di poco conto e non giunge al termine di un percorso lineare. Il convegno socialista dell ’ autunno ’ 78 ha segna to una svolta, perché ha cercato di misurarsi criticamente e autocriticamente sul bilancio di un ’ esperienza fondamentale nella storia del movimento operaio italiano, sulle sue prospet tive, sui suoi limiti, sulle sue conquiste. In Emilia ha funzionato un triangolo magi co fatto di sistema politico stabile, economia forte, società coesa.

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