Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

sistemazione: il ruolo del movimento dei lavo ratori. Questa questione è importante perché è no to l ’ attacco nazionale che viene da parte im prenditoriale verso il sindacato, accusato di «impedire» in sostanza il miglioramento della situazione. È troppo facile ribaltare la polemica ricor dando la responsabilità delle classi dirigenti nazionali. In realtà c ’ è un altro argomento al trettanto forte ed è la situazione della regione sotto il profilo salariale e produttivo. L ’ Emilia-Romagna era alla fine degli anni ’ 60 al di sotto della media salariale nazionale e questa situazione era per il comparto indu striale lo specchio di una ; difficile realtà sinda cale. Oggi la situazione è mutata. I livelli salariali sono cresciuti, e sono vicini ai livelli massimi del nostro paese. Eppure il tessuto produttivo regge, anzi ma nifesta potenzialità e vivacità. Si tende di solito a cogliere l ’ aspetto della piccola e media im presa (ed è vero), della solidità politica locale in forza delle giunte di sinistra (ed è vero), si dimentica però troppo spesso di citare la forza e la combattività, l ’ incisività del movimento dei lavoratori. Infatti la nostra regione è la conferma che un forte movimento dei lavoratori è fattore di forza per lo stesso apparato produttivo, non di debolezza; per gli stimoli che provoca sulla stessa imprenditorialità. Anzi si può dire di più: senza questa presen za del movimento dei lavoratori le stesse novi tà sotto il profilo produttivo sarebbero diver se. Ancora si può aggiungere che l ’ utilizzo de gli impianti, la produttività confermano una situazione non a caso intrecciata con gli stimo li introdotti positivamente dal movimento dei lavoratori. Oggi siamo di nuovo ad uno dei passaggi storici e da come sarà risolto dipenderà molto del futuro della nostra regione e del suo contri buto nazionale. Il movimento operaio deve giocare con deci sione questa carta politica di «egemonia» per un ruolo nazionale dell ’ Emilia, stabilendo su questa base alleanze e confronti con tutte le forze sociali e politiche interessate. C ’ è un problema di ridefinizione nel concre to di ruoli ed alleanze, che del resto trova con ferma, su un altro versante, nell ’ atteggiamento del Dott. Carli e della Confindustria che tenta no di dividere i lavoratori dell ’ industria dai

noto centrate sul Mezzogiorno, qualcuno ha osservato che si tratta di una iniziativa lodevo le, ma di solidarietà. Senza vedere in questa osservazione alcuna malevolenza preconcetta è tuttavia opportuno rispondere che non si è partiti su una linea di pura solidarietà, in sé giusta ma scarsamente produttiva, quanto piuttosto partendo da un esame attento delle potenzialità esistenti nel corpo produttivo del la regione e dei problemi che un loro sviluppo spontaneo e squilibrato avrebbe creato. Un esempio tra i tanti può essere il compar to ceramico. Brusco ne ha tratteggiato, con al cuni cenni, le caratteristiche. C ’ è un dato però non messo in evidenza ed è l ’ immediatezza del quesito se consentire o no un ’ ulteriore espansione di insediamenti e pro duttiva come ci viene proposta attraverso varie vie dal padronato. L ’ interrogativo non è rinviabile, è immedia to, è già oggetto di battaglia politica e sinda cale. È giusta o no la valutazione di fondo che sta a monte della linea sindacale? A questo interrogativo occorre rispondere, e la risposta del sindacato è nota ed è a favore del Mezzogiorno e del riequilibrio nel territo rio della nostra regione. C ’ è bisogno di una discussione, di un appor to di idee che oggi non viene al sindacato. Anzi nella sinistra occorre superare unitariamente polemiche e posizioni che non sempre hanno avuto presente la posta in gioco e il sindacato ritiene di avere offerto una base accettabile e concreta di confronto. L ’ imprenditorialità della nostra regione ha all ’ inizio opposto una posizione negativa, poi qualcosa si è mosso. La Confindustria ha condotto un ’ inchiesta sulle potenzialità spontanee per il Mezzogior no che è l ’ indice di qualcosa di nuovo anche se insufficiente. La borghesia produttiva della re gione sotto lo stimolo del movimento dei lavo ratori è portata ad affrontare problemi impe- sabili fino a poco tempo fa. Il sindacato è però insufficiente ad affronta re una battaglia di questa portata e per questo non solo ha posto alla Regione da tempo que sti problemi; ma anche nei confronti dei partiti si è proposto di avviare un confronto. Lo scopo è evidente: mettere in movimento energie, provocare convergenze, come è neces sario per affrontare i problemi. Questo impegno di oggi propone un ’ altra questione, non di oggi; ma a cui occorre dare

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