Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
nenti di questa disciplina sono i primi a denunciare. È in questa chiave che vanno spiegate, in parte, le posizioni provocatorie che molti di essi hanno assunto: ad esempio, posizioni di rifiuto ironico, di gusto per il paradosso anarchico-letterario, del tipo «anything goes» 4 . Va detto però che negli ultimi tempi si sono fatti dei passi importanti verso il superamento di tale divario. Tutt ’ a un trat to l ’ epistemologia comincia ad aprirsi alla teoria delle decisio ni. Perché mai proprio adesso? Semplicemente perché sia l ’ una che l ’ altra percepiscono l ’ esistenza di uno stesso problema, che le coinvolge entrambe in egual modo. La cosiddetta «crisi della ragione classica», che occupa tanto spazio nell ’ attuale dibattito epistemologico, assume la stessa centralità del dibattito decisionale. Effettivamente la teo ria delle decisioni trova oggi certi ostacoli applicativi tutt ’ altro che irrilevanti. E certo che, in quanto paradigma finalizzato a fornire una base scientifica ai processi (e ai comportamenti) de cisionali, questa teoria appare oggi profondamente scossa da non poche difficoltà metodologiche che sono, tutto sommato, epistemologiche. Si tratta di difficoltà certo non nuove, ma che si sono acutizzate negli ultimi tempi. Alludo a quelle difficoltà di fronte alle quali, già negli anni ’ 40 e ’ 50, H.A. Simon 5 aveva tentato di offrire una soluzione di ripiego con il suo «principio della razionalità limitata», per
solo per una ragionevole approssima zione di tale razionalità oggettiva» (p. 198). Quattro anni prima della pubblicazione del saggio di Simon, dubbi sul «criterio classico di razio nalità» si ritrovano anche in un testo di scienza politica: D. E aston , Thè Politicai System - An Inquiry into thè State of Politicai Science, Alfred A. Knopf, N.Y., 1953 (tr. it. a cura di P. Maranini, Comunità, Milano 1973 2 ). Simili dubbi sono emersi an che nel campo delle teorie economi che. Vedasi G.L.S. S hackle , Deci sion, Order and Time in Human Af- fairs, Cambridge University Press, Cambridge 1961.
4 Alludo alla posizione di P. Feyera bend. Vedasi P. F eyerabend , Against Method. Outline of Anarchist Theory of Knowledge, Humanities Press, Atlantic Highlands, N.Y., 1975 (tr. it. a cura di L. Sosio, Feltri nelli, Milano 1979). Cfr. le critiche ad Against Method: H. S arkar , Against Method; or Consolation for thè Rationalist, «Thè Southwestern Journal of Philosophy», IX, 1 (pri mavera 1978), 33-44 e H. S ahner , Erkenntnistheoretischer Anarchis- mus als neue Form des Eskapismus - Feyerabend fùr die Wissenschafts- theorie, «Kòlner Zeitschrift fùr So- ziologie und Sozialpsychologie», XXX (1978), 548-571. 5 H.A. S imon , Rationality and Ad- ministrative Decision Making, in Models of Man, Wiley, N.Y. 1957. Simon scrive: «... la difficoltà è che il criterio classico di razionalità non è facilmente estendibile in modo univo co a situazioni dove sia presente l ’ in certezza. . . È tempo di rendersi conto dei limiti empirici della razionalità umana, della sua finitezza in con fronto alla complessità del mondo cui deve far fronte... L ’ alternativa potrei chiamarla principio della razionalità limitata. La capacità della mente umana di formulare e risolvere pro blemi complessi è assai scarsa in con fronto alla dimensione dei problemi la cui soluzione è richiesta per un comportamento oggettivamente ra zionale nel mondo reale — o anche
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