Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

Lambert 12 , che sono di conferma, ma che per certi versi di rottura con questo indirizzo di pensiero. Condillac critica, ad esempio, i sistemi che poggiano su principi generali o astratti. A questa categoria, secondo Condillac, apparterrebbero i siste mi di Descartes, di Malebranche, di Leibniz. Dal canto suo, Lambert avanza nella sua Systematologie (1767-71) una critica al formalismo, ossia alla mania dei filosofi — ed egli pensa so prattutto a Wolff — di costruire dei sistemi con criteri pura mente formali. Tuttavia, il punto culminante della tendenza che Condil lac e Lambert criticano va ricercato in Kant e Hegel, anche se a loro modo, e con diverse accezioni, Kant e Hegel hanno denun ciato i pericoli del formalismo 13 . Nel contesto della sua «Architektonik» — arte dei sistemi — Kant definisce il sistema come «l ’ unità di molteplici cono scenze raccolte sotto un ’ idea» 14 . In altre parole, il sistema di venta tale sotto l ’ egida protettrice e soprattutto unificatrice di un ’ idea. Ma in Kant, come è noto, l ’ unità di un sistema non si raggiunge per mera aggregazione, per ammucchiamento («coa cervano»), bensì per articolazione («articulatio»). E si tratta di un ’ articolazione dinamica, un ’ articolazione capace di movi mento, di sviluppo, di crescita. Va tuttavia precisato che nel si stema quale Kant lo concepisce la dinamica dell ’ articolazione viene attivata dall ’ interno («per intussusceptionem»), in nessun caso dall ’ esterno («per appositionem»). Il movimento, lo svi luppo e la crescita che ne risultano non sono definiti, giacche hanno un limite preciso: il limite appunto del sistema, il confi ne invalicabile che separa il sistema da ciò che sistema non è. Un sistema dunque chiuso, e sistema solo in quanto chiuso. Se condo quest ’ ottica, un sistema aperto non è mai un vero siste ma — è tutt ’ al più una «Rhapsodie» 15 , per usare l ’ espressione

12 J.H. L ambert , Anlage zur Archi tektonik, oder Theorie des Einfachen und Ersten in der philosophischen und mathematischen Erkenntnis (1765-1771), in Philosophische Schriften, a cura di H. W. Arndt, G. Olms Verlagsbuchhandlung, Hild- esheim 1965, voli. III-IV. Ve dasi anche M. D ello P reite , L ’ im magine scientifica del mondo di Jo hann Heinrich Lambert, Dedalo, Ba ri 1979. 13 Vedasi E. K ant , Tràume eines Geistersehers, erlàutert durch Tràu me der Metaphysik (1766). Si tratta di un saggio-pamphlet contro le Ar cana Coelesta di Swedenborg che Kant considera una caricatura del formalismo metafisico. Cfr. E. C assi rer , Kants Leben und Lehre, B. Cas sirer, Berlin 1918, in particolare il punto dedicato alla «Critica della metafisica dogmatica». Sul sistema di Kant, secondo Cassirer, vedasi l ’ in troduzione di S. V eca a E. Cassirer, Lo strutturalismo nella linguistica moderna, Guida, Napoli 1970. Un duro attacco di Hegel al formalismo si trova nella prefazione alla sua Phà- nomenologie des Geistes (1807), F.

Meiner Verlag, Hamburg, p. 41. 14 I. K ant , Kritik der reinen Ner- nunft (1871, 1878), Insel Verlag, Wiesbaden 1956, pp. 695 sgg. (tr. it. a cura di G. Gentile e G. Lombardo Radice, Laterza, Bari 1977). Vedasi anche al riguardo G. L ehman , Zur Frage der Systematik in Kants Meta- physikvorlesungen, in Kant-Studien- Akten des 4. lnternationalen Kant- Kongresses, Mainz - 6-10 Aprii 1974 (a cura di G. Funke e J. Kopper) Par te 1, W. de Gruyter, Berlin 1974, pp. 140 sgg. Sull*« esperienza come siste ma» in Kant cfr. S. V eca , Metafora, presupposizione e struttura in Kant, «Aut-Aut», 103 (1968), 33-49. 15 I. K ant , Ibidem.

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