Problemi della transizione 1980

Politica e scienza delle decisioni

di Kant. E il perché si intende: ammettere nel sistema degli ele menti provenienti dall ’ esterno , degli elementi non contenuti nell ’ idea-guida (e pertanto fuori dal suo controllo), equivale se condo Kant a infirmare l ’ egemonia dell ’ idea-guida stessa e a compromettere, per l ’ appunto, l ’ articolazione che da essa sca turisce. Da ciò si ricava che il sistema kantiano è organicistico avanti lettera, in quanto il fattore dinamogeno che regge la sua articolazione è trascendentale, uno schema («Grundschema») preesistente e prestabilito. E al riguardo Kant è molto esplicito: «Lo schema di un sistema metafisico è la tavola delle categorie ( “ Tafel der Kategorien ” )» 16 . In Hegel, come pure in Fichte e Schelling, l ’ idea di sistema assume un ’ impostazione omnicomprensiva, rinforza la sua ten sione onnivora verso tutte le cose, diventa «impulso verso la to talità ( “ Trieb zur Totalitàt ” )» 17 . Inoltre la tendenza a fare del sistema il prerequisito di ogni filosofia scientifica, già presente in Kant, si fa in Hegel dominante 18 . Eppure, come ha dimo strato Bloch, in Hegel c ’ è dell ’ altro. La verità è che Hegel non fornisce del sistema chiuso la stessa versione di Kant. In Hegel il sistema è chiuso — diciamo, chiusissimo — ma al suo interno vi è conflagrazione, scontro, lotta tra le parti che lo compon gono 19 . E non è credibile, come sostiene Hegel che trami te dei «movimenti circolari» si riesca sempre a ridare al siste ma la calma turbata, l ’ equilibrio compromesso. Il suo famo

riente saggio di R. B odei , Sistema ed epoca in Hegel, Il Mulino, Bologna 1975. Sempre sul tema compiutezza- incompiutezza del sistema di Hegel (secondo Marx) vedasi il noto libro di K. L owith , Von Hegel zu Nietz sche, Europa Verlag, Zurich 1941. «Il sistema di Hegel, scrive Lowith, è ora concepito come la totalità una ed astratta, che ha come rovescio una totale assenza di ragione. La sua compiutezza e la sua autosufficienza sono spezzate, la «luce interiore» del la filosofia hegeliana diventa una fiamma divoratrice... che erompe all ’ esterno...» (tr. it. di G. Colli, Ei naudi, Torino 1949, pp. 161 sgg.).

16 I. K ant , Metaphysische Anfangs- grùnde der Naturwissenschaft (1786), in Kritik der Urteilskraft und Schriften zur Naturphilosophie, Insel Verlag, Wiesbaden 1957, p. 19 (tr. it. a cura di E. Migliorini, La Nuova Italia, Firenze 1977). Tra il «Grund schema» di Kant e la «Urbild» del morfologo Troll c ’ è solo una diffe renza di campo applicativo, non di sostanza. Cfr. W. T roll , Urbild und Ursache in der Biologie , «Bot. Arch.», 45:396 (1944). Cfr. anche E. B unning , Ganzheit in der Biolo gie, «Studium Generale», 5:8 (settem bre 1952), 515-520. 17 G.W. H egel , DifferenzdesFichte' schen und Schelling ’ schen Systems der Philosophie (1801), F. Meiner, Hamburg 1962, p. 8 (tr. it. in Primi scritti critici, a cura di R. Bodei, Mursia, Milano 1971). 18 G.W.F. H egel , Enziklopàdie der philosophischen Wissenschaften im Grundrisse (1850), F. Nicolin e O. Poggeler, Hamburg 1959, p. 48. 19 Cfr. S. V eca , Sul Capitale, in AA.VV., Marxismo e critica delle teorie economiche, Mazzotta, Mila no 1974. In questo scritto, Veca avanza la tesi, da noi qui condivisa, che Kant e Hegel non «chiudono» i loro sistemi allo stesso modo: mentre Kant, dice Veca in sostanza, «chiu de» e «perde il mondo», Hegel invece «chiude» e allo stesso tempo si impe gna tenacemente al «recupero del mondo» (p. 193). Cfr. anche l ’ esau

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