Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
so «Kreis aus Kreisen» è, dopotutto, un suggestivo costrutto mentale, che ha però scarso riscontro nella realtà 20 . Il sistema di Hegel è per la sua natura instabile, e lo rimane. E tuttavia questa instabilità non è priva di conseguenze per l ’ assetto strut turale del sistema. Il sistema è sempre chiuso, ma anche poten zialmente aperto. La proposta avanzata da Marx e da Engels — salvare la dialettica e gettar via il sistema — non teneva suf ficientemente conto del fatto che il sistema di Hegel è saturo di dialettica,e viceversa. Anzi, che sistema e dialettica sono qui inestricabilmente collegati. Peraltro bisogna riconoscere che, qualunque sia il nostro giudizio, il metodo di Hegel dispone di un «nocciolo razionale». E questo non solo, come voleva Marx 21 , dopo il raddrizzamento (dopo il famoso «umstulpen», dopo l ’ «auf die Fùsse zu stellen»), ma anche prima di tale ope razione. Se così non fosse, il suo raddrizzamento non sarebbe stato nemmeno proponibile. Tutto ciò è visto con acume da Bloch: per raddrizzare un sistema e rimetterlo in piedi — egli annota causticamente — ci devono essere dei piedi 22 . Con queste riflessioni sommarie, e senz ’ altro approssima tive sull ’ idea di sistema in Kant e in Hegel abbiamo voluto solo anticipare alcuni elementi di giudizio su un argomento spesso trascurato: quello relativo alle radici kantiano-hegeliane (o me glio: neokantiano-neohegeliane) dell ’ odierna «ricerca sistemi ca». Ciò non sta a significare, sia chiaro, che tutte le correnti (o discipline) che aderiscono a tale compito di ricerca abbiano queste stesse radici. A guardare bene, soltanto in una di esse, nella «Teoria Generale dei Sistemi» (TGS) 23 il nesso con una si mile tradizione di pensiero appare certo. E si intende il perché: si tratta dell ’ unica teoria, in questo campo, che si prospetta co me filosofia, e per giunta come filosofia, diciamo, di ampio re spiro, di omnicomprensivo disegno; come filosofia che fa del «tutto» — il «totum integrale» di scolastica memoria — l ’ og getto privilegiato della sua indagine conoscitiva. Non c ’ è da stupirsi, dunque, che molti dei suoi assunti, specialmente quelli «filosofici», risultino impregnati di categorie, di modelli e di valori che provengono dalle grandi costruzioni sistematiche dell ’ idealismo tedesco, sia nella loro versione originaria (Kant e
rello , S. T agliagambe , Attualità del materialismo dialettico, Editori Riuniti, Roma 1974. 21 K. M arx , Das Kapital (1867), vol.I, Libro I, Dietz Verlag, Berlin 1957, p. 18 (tr. it. a cura di E. Canti mori Mezzomonti, B. Maffi, G. Backhaus, Einaudi, Torino 1975). Nel poscritto alla seconda edizione, Marx scrive: «In lui (Hegel) essa (la dialettica) è capovolta. Bisogna rove sciarla per scoprire il nocciolo razio nale entro il guscio mistico». 22 Vedasi E. B loch , Hegel und die Gewalt des Systems, in op. cit. p. 75. 23 Vedasi nota 7.
20 Vedasi E. B loch , Problem der Engelschen Trennung von «Metho- de» und «System» bei Hegel, in LJber Methode und System bei Hegel, Suhrkamp, Frankfurt am Main 1970. Cfr. A. Doz, Hegel et l ’ idèe de système, in Hegel Jahrbuch 1973, a cura di W.R. Beyer, Pahl Rugenstein, Kòln 1974, pp. 81 sgg. Sul tema del «rovesciamento» vedasi C. L upori ni , «Rovesciamento» e metodo nella dialettica marxista (1963), in C.L., Dialettica e materialismo, Editori Riuniti, Roma 1974, pp. 352 sgg. Sugli ulteriori sviluppi del dibattito relativo alla dialettica, con particola re riferimento all ’ Unione Sovietica, vedasi l ’ opera fondamentale di S. T a - gliagambe , Scienza, filosofia, politi ca in Unione Sovietica 1924-1939, Feltrinelli, Milano 1978. Cfr. anche E. B ellone , L. G eymonat , G. G io
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