Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
cordato che, nei primi trentanni del nostro secolo, la biologia era al centro di una delle più grandi controversie scientifiche e filosofiche di tutti i tempi. Cioè quella riguardante il conflitto tra «meccanicismo» e «vitalismo», tra «riduzionismo» e «inte grismo» — come si direbbe oggi 26 . È appunto nel quadro di ta le controversia che L. von Bertalanffy avanza, certamente non per primo, la proposta dell ’ «organicismo», che egli chiama an che «concezione organismica». Proposta che, secondo la sua ottica, avrebbe dovuto superare tanto il meccanicismo quanto il vitalismo. Non si tratta però di un ’ alternativa che scaturisce solo dall ’ interno di quel dibattito, né costruita solo con pezzi di riflessione di tale provenienza. Nell ’ «organicismo» di Berta lanffy si avverte infatti anche la presenza di elementi che testi moniano un approccio tendente a interpretare i fenomeni bio logici in termini ideaìistico-ti ascendentali. Su questa natura, per così dire, chimicamente impura del lo «organicismo» non ci sarebbe nulla da eccepire: nel corpo di ogni paradigma scientifico, ormai lo sappiamo, esistono spesso degli elementi che niente o quasi niente hanno a che vedere con la problematica alla quale il paradigma cerca di fornire una ri sposta. E l ’ «organicismo» non fa eccezione. Fa eccezione però il fatto che, in questo caso, tali elementi hanno assunto un ruo lo assolutamente egemonico. Ecco perchè l ’ «organicismo» ber- talanffiano ha finito per identificare il suo programma con quello kantiano (ma anche hegeliano) della «metafisica dell ’ or ganico» 27 . In questo modo la TGS che, sin dall ’ inizio si è ri chiamata, e continua a richiamarsi, all ’ «organicismo», è diven tata facile bersaglio di coloro che l ’ accusano di essere un co strutto teorico di matrice speculativa, di offrire troppo spazio all ’ ideologia della totalità, di prendere delle constatazioni tri viali per verità di fatto.
26 Sulla controversia «meccanicismo -vitalismo» vedasi: E. N agel , Thè Structure of Science, Harcourt, Brace and World, N.Y. 1961 (tr. it. , Feltri nelli, Milano 1968, pp. 408-599); R. M unson , Meccanicismo e vitalismo, in Enciclopedia del Novecento, Isti tuto dell ’ Enciclopedia Italiana, Roma 1979, pp. 77 sgg.; B. F antini , La macchina vivente - Meccanicismo e vitalismo nella biologia del Novecen to, Longanesi, Milano 1976. 27 Riguardo alla «metafisica dell ’ or ganico» in Kant, vedasi G. L eh - mann , Zur Frage der Systematik in Kants Metaphysik Vorlesungen, in G. F unke e J. K opper (a cura di), Kant-Studien (Akten des 4. Interna- tionalen Kant-Kongresses, Mainz 6-10 Aprii 1974), W. de Gruyter, Berlin, Parte I, p. 150. È nota l ’ in fluenza che ebbe Hegel, tramite il neo -hegeliano F.H. Bradley, sul grande biologo britannico J.S. Haldane, uno dei fondatori del moderno «organici smo». Sull ’ argomento vedasi F. M ondella , Biologia e filosofia, in L. G eymonat , Storia del pensiero filo sofico e scientifico, Garzanti, Milano 1972, voi. VI, pp. 808 sgg. Cfr. J.H.
M airhead , Hotv Hegel carne to En- gland, «Mind», XXXVI: 144 (otto bre 1927), pp. 421 sgg. e D.C. P hil - lips , Organicismo e riduzionismo nelle scienze naturali e sociali, Ar mando, Roma 1980.
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