Problemi della transizione 1980
Politica e scienza delle decisioni
Queste critiche sono, se non giuste, sicuramente giustifica te. Benché ormai diluita, annacquata, quasi vanificata, la «con cezione biologica del mondo», teorizzata da Bertalanffy negli anni ’ 30, è tuttora presente in alcune strutture concettuali della TGS. Alla base di quella concezione c ’ era l ’ olismo. Ma se l ’ anti- riduzionismo ad oltranza è una delle caratteristiche più distinti ve dell ’ olismo, quello di Bertalanffy, dobbiamo ammetterlo, era allora un olismo piuttosto singolare: al posto del riduzioni smo incentrato sulla meccanica e sulla fisica, egli proponeva un altro riduzionismo, quello incentrato sulla biologia; al posto del panmeccanicismo e panfisicalismo, doveva subentrare il panbiologismo 28 . Dicevamo poco prima che le critiche alla TGS, sebbene giustificate, non sono giuste. Avremmo dovuto aggiungere: non sono più giuste. In realtà, la TGS è cambiata. Non si pos sono ignorare, ad esempio, gli sforzi che essa ha compiuto per superare il ristretto biologismo iniziale — vedi il tentativo di as similare i contributi della cibernetica, della ricerca operativa, della teoria dell ’ informazione, della teoria matematica dei mo delli. Eppure, malgrado i suoi recenti sviluppi, la TGS continua ad essere un prodotto molto composito, e per certi versi molto contraddittorio. Abbiamo constatato la persistenza, ora solo residuale, di alcuni elementi che la TGS ha ereditato dal suo originario contesto culturale: un «totalismo» di stampo kantiano-hegeliano, una «metafisica dell ’ organico», un olismo bizzarramente biocentrico 29 . Ma questo non è tutto. Va ricordata anche l ’ influenza del positivismo. Non si può trascurare, ad esempio, la notevole presa del positivismo di Comte e di Spencer, né quella del quasi-positivismo (o para-positivismo) di Pareto. L ’ indirizzo
28 Cfr. E. A gazzi , La teoria dei si stemi e il problema del riduzionismo, in 1 sistemi tra scienza e filosofia, cit. A nostro parere, in questo testo — che ha il merito di essere il primo, se non erriamo, di un filosofo della scienza italiano sull ’ argomento — Agazzi dà un ’ interpretazione troppo acritica deH ’ anti-riduzionismo della TGS. Non condividiamo neppure la sua di fesa della TGS nei confronti di coloro che — come noi — credono necessa rio sottolineare la natura «metafisi ca» (in senso peggiorativo e non peggiorativo del termine) in alcune articolazioni del pensiero di Berta lanffy, soprattutto prima della sua emigrazione in Canada (cfr. nota 7). Sulla questione dell ’ apertura della TGS, a partire dagli anni ’ 50, verso alcune forme di «neo-meccanicismo» (quello riscontrabile, ad esempio, nella cibernetica) vedasi l ’ articolo di S. Vitale in M. Rossi M onti e S. Vi tale , Dall ’ analisi esistenziale alla teoria dei sistemi, Feltrinelli, Milano 1980, pp. 183 sgg. In questo testo ci sono anche alcune stimolanti osser vazioni sul rapporto fenomenologia- TGS. Sullo stesso argomento, cfr. A. A rdigò , Crisi di governabilità e
mondi vitali, Cappelli, Bologna 1980, spec. cap. 1. 29 Per meglio capire questo intreccio di argomenti filosofici e biologici, oc corre tener conto del particolare cli ma culturale del periodo a cavallo del ’ 900, ancora sotto l ’ impatto dirom pente (e dissacrante) della «teoria darwiniana dell ’ evoluzione». Darwin infatti, come è noto, aveva bensì aperto la strada ad una nuova inter pretazione del mondo biologico, e del mondo «tout court», ma il suo para digma veniva ad infirmare, a rendere obsoleto l ’ impianto categoriale che, per secoli, la filosofia idealista aveva faticosamente costruito. In tale con testo, ogni tema biologico aveva bi sogno di una giustificazione «filosofi ca», e viceversa. Cfr. G. M ontalen - ti , L ’ evoluzionismo ieri e oggi, V. Bona, Torino 1976. Anche B. F anti ni , La macchina vivente, cit. e J.H. R andall , Philosophy after Darwin, Columbia University Press, N.Y. 1977.
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