Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

funzionalistico-sistemico nelle scienze sociali che, negli ultimi tempi, la TGS cerca con ogni mezzo di fare proprio, ha la sua origine appunto nel pensiero di questi tre grandi teorici della società intesa come sistema. Si pensi al tentativo di Comte di includere in un unico sistema articolato la «physique sociale» e la «philosophie biologique» 30, e quello di Spencer di concepire la società come un «regulating System» 31 , e infine quello di Pa reto di interpretare la società come un «sistema in equilibrio» 32 . È stata attribuita alla TGS anche una filiazione neo positivistica. Ma i dati a sostegno di questa tesi, dobbiamo dir lo, sono piuttosto scarsi. L ’ unico fatto certo è che Bertalanffy, agli inizi degli anni ’ 20, ha frequentato due esponenti di primo piano dell ’ empirismo logico: M. Schlick e H. Reichenbach. Ec co come lo stesso Bertalanffy descrive questo contatto: «Per quanto riguarda la filosofia, la formazione dell ’ autore si è svi luppata nell ’ ambito della tradizione neo-positivista del gruppo di Moritz Schlick, più tardi noto come Circolo di Vienna. Ov viamente, però, il suo interesse per il misticismo tedesco, il re lativismo storico di Spengler e la storia dell ’ arte, e altre simili attitudini non ortodosse, gli hanno impedito di diventare un buon positivista. Più forti erano i suoi legami con il gruppo ber linese della «Società per PEmpirismo Filosofico» del 1920, do ve erano preminenti le figure del filosofo e fisico Hans Rei chenbach, dello psicologo A. Herzberg e dell ’ ingegnere Parse- vai (inventore del dirigibile)» 33 . È difficile purtroppo scorgere, al di là di questa annotazio ne, quale sia stata, sempre che ci sia stata, l ’ effettiva coinciden za teorica di Bertalanffy con Schlick e Reichenbach. Comunque stiano le cose, né Schlick né Reichenbach ci aiutano a chiarirlo. O forse sì. In un testo sulla Naturphilosophie (1925), che con tiene una notevole (ed ampia) analisi della controversia «meccanicismo-vitalismo», Schlick non solo si astiene dal men zionare Bertalanffy ma esprime opinioni che sono diverse ed addirittura opposte a quelle allora difese da Bertalanffy 34 . Lo stesso accade con Reichenbach. Com ’ è noto, l ’ interesse filosofi- co di Reichenbach è incentrato sulla fisica, soprattutto sulle

shevskj , A Unified Approach to Bio- logical and Social Organisms, in B. van R ootselaar e J.F. S tall (a cu ra di), Logic, Methodology and Phi- losophy of Science III, North- Holland, Amsterdam 1968, pp. 403 sgg 32 V. P areto , Trattato di sociologia generale (1916), introduzione di N. Bobbio, Comunità, Milano 1964. 33 L. von B ertalanffy , Generai System Theory, cit., p. 12. 34 M. S chlick , Naturphilosophie, in Die Philosophie in ihren Einzelge- bieten (a cura di M. Dessoir), Ull- stein, Berlin 1925.

30 A. C omte , Cours de Philosophie Positive (1830-42), a cura di M. Ser- res, et al., Hermann, Paris 1975, voi. II (Physique sociale). Scrive Comte: «Dopo aver così stabilito in modo ra zionale la necessaria subordinazione generale della sociologia rispetto all ’ insieme della filosofia biologica, tale scienza si ritrova a sua volta, per questo motivo, scientificamente con nessa (in un rapporto indiretto, ma spontaneo e inevitabile) al sistema complessivo della filosofia inorgani ca, al quale, come già sappiamo, è immediatamente legata la biologia» (p. 162). 31 H. S pencer , Principles of Socio logy (1876-93-96), a cura di S. An dreski, Macmillan, London 1969. Cfr. il tentativo recente di unificare, seguendo le tracce di Spencer, gli «or ganismi biologici e sociali»: N. R a

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