Problemi della transizione 1980
Politica e scienza delle decisioni
che egli illustra con il noto esempio del «grande tavolo da bi- gliardo, con milioni di palle d ’ avorio che rotolano sulla superfi cie». Secondo Weaver, però, tra i «problemi di semplicità», problemi a due variabili («two-variable problems of simplici- ty») e i problemi di «complessità disorganizzata», problemi con un numero astronomico di variabili, c ’ è una regione inter media («middle region») nella quale i problemi presentano un numero notevole di variabili, ma conservano allo stesso tempo un alto grado di organizzazione. Sono i problemi di «comples sità organizzata» («organized complexity»). Le categorie interpretative di Weaver continuano ad avere, dopo più di trent ’ anni, una loro validità. Ma solo come quadro generale di riferimento. Nel frattempo, i tre livelli di complessità hanno perso la loro originaria chiarezza. In particolare, forti dubbi sono emersi sul rapporto tra complessità organizzata e disorganizzata. Già da molto sappiamo che le realtà strutturate, cioè orga nizzate, non sono affatto indipendenti da altre realtà egual mente strutturate, o più strutturate, o meno strutturate o asso lutamente non strutturate. Taluni studiosi, soprattutto appar tenenti alla TGS, hanno creduto che la questione si potesse ri solvere (o quasi) prendendo a prestito alcune categorie in uso nella letteratura sui «processi irreversibili», e classificando di conseguenza i sistemi in «isolati» (nè materia nè energia vengo no scambiate tra sistema e ambiente), «chiusi» (energia ma non materia) e «aperti» (tanto energia quanto materia) 46 . Alla base di questa tassonomia dei sistemi c ’ è l ’ idea che il rapporto sistema-ambiente si espleta sempre in termini di con trapposizione bipolare, ossia tra un sistema, e solo uno, da un lato, e un ambiente, e solo uno, dall ’ altro. Ultimamente, in molti programmi della RS, appare sempre più chiaro che quell ’ idea deve essere abbandonata se si vogliono affrontare con successo, alcuni problemi emergenti. In un ’ area a cavallo tra il campo della sistemistica ciberne tica e quella generalistica, ha cominciato a farsi strada una nuova disciplina: la «complessologia» 47 . V.G. Drozin, che la teorizza, riprende alcune grandi tematiche relative appunto al rapporto sistema-ambiente che, per la loro particolare impo stazione, possono essere di estremo interesse per sbloccare, sul piano teorico e pratico, la presente «questione ambientale». Come è noto, è soprattutto nel dibattito sulla «questione am bientale» che i danni della già accennata «contrapposizione bi
46 C. F oster , A. R apoport e E. T rucco , Some Unsolved Problems in thè Theory of Non-Isolated Sy stems, «Generai Systems - Yearbook of thè Society for Generai Systems Research», 2 (1957), 9-29. 47 V.G. D rozin , Complexology: Thè Science of Negentropy as a Syn- tesis of Generai Systems Theory and Cybernetics, «ASC Cybernetics Fo rum», VII:2 e 3 (estate-autunno 1975), 7-13 e 6-13.
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