Problemi della transizione 1980

Politica e scienza delle decisioni

nua tra sistemi diversi — processualità che pervade capillar mente i tre sistemi e che non va pertanto confusa con gli «scam bi» più o meno saltuari tra di essi — rende quasi impossibile l ’ ap plicazione di quel principio. Ma se questo è vero, e noi credia mo che lo sia, dobbiamo dunque constatare la crisi profonda dell ’ idea tradizionale di sistema, perlomeno a certi livelli della realtà. La biosociotecnosfera ne è un esempio. La «biosfera» (che insieme alla «geosfera» costituisce il cosiddetto «sistema della natura») è oggi inscindibile dalla «sociosfera» («sistema della società»).e dalla «tecnosfera» («sistema degli oggetti tec nici») 53 . E inscindibile in termini di sistemi «reali», perché è ovvio che in termini di sistemi «astratti» sarà sempre possibile, e addirittura necessario, separare queste tre sfere. Ma questo, diciamo la verità, che serve come stratagemma conoscitivo, serve invece scarsamente quando si tratta di affrontare la que stione dell ’ incremento della complessità, cioè la questione rela tiva ai processi che risultano, appunto, dalla inscindibilità strutturale e funzionale di queste tre sfere. Non va taciuto il fatto che questo assottigliamento dei fon damenti logici dell ’ idea di sistema può avere come conseguenza — anche se neppure Drozin sembra esserne molto consapevole — di compromettere la stabilità di molti dei programmi della RS. Pensiamo soprattutto a quei particolari programmi cui fanno spesso riferimento i sociologi e i politologi. Effettivamente, gli studiosi che si occupano di applicare i risultati della RS alle organizzazioni sociali e politiche hanno tutti in comune, malgrado l ’ eterogeneità delle loro posizioni, una fiducia incrollabile nell ’ idea di «sistema sociale». Il fatto si spiega con le origini spenceriano-comtiano-paretiane delle scienze della società, ma anche con l ’ impatto dello strutturali smo funzionale di T. Parsons. In questo contesto, è d ’ obbligo soffermarsi sui contributi teorici di N. Luhmann 54 . Luhmann è uno dei più noti esponen ti in Germania (RFT) della «sociologia del diritto», disciplina che, come si sa, nasce e si sviluppa all ’ interno della sofisticata tradizione della cultura giuridica tedesca. È muovendo appun to dai problemi specifici della sociologia del diritto che Luh

53 Vale la pena qui aggiungere alcu ne considerazioni sulla idea di «tec nosfera». La tecnosfera non include solo gli «oggetti tecnici» — per inten derci, genericamente i prodotti della tecnica — ma anche le «tecnologie». Una classificazione molto operabile delle «tecnologie» si trova in M. B unge , Technology as Applied Science, «Technology and Culture», VII:3 (estate 1966), 329-346. Bunge classifica le scienze applicate in «tecnologie fisiche» (ad esempio, l ’ ingegneria meccanica), «tecnologie sociali» (ad esempio, la ricerca ope rativa); «tecnologie biologiche» (ad esempio, la farmacologia) e, per ulti me, «tecnologie del pensiero» («thought technologies») che egli esemplifica con le scienze dei calcola tori («computers science»). 54 Sull ’ opera di N. Luhmann sono stati pubblicati in Italia studi di ecce

zionale valore. Tra questi vanno cita ti: A. F ebbrajo , Funzionalismo strutturale e sociologia del diritto nell ’ opera di Niklas Luhmann, Giuf- fré, Milano 1975; A. F ebbrajo , In troduzione a N. L uhmann , Sociolo gia del diritto (1972), Laterza, Bari 1977; A. F ebbrajo , Introduzione a N. L uhmann , Stato di diritto e siste ma sociale (1971), Guida, Napoli 1978; A. F ebbrajo , Introduzione a N. L uhmann , Sistema giuridico e dogmatica giuridica, Il Mulino, Bolo gna 1978; D. Z olo , Saggio introdut tivo a L. L uhmann , Potere e com plessità sociale (1975) Il Saggiatore, Milano 1979.

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