Problemi della transizione 1980

PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE

mann ha proposto una serie di moduli interpretativi dei sistemi sociali. Per la loro natura assai provocatoria le idee di Luh- mann, tra la fine degli anni ’ 60 e l ’ inizio degli anni ’ 70, sono state oggetto in Germania di accesi dibattiti. Vanno ricordate, a proposito, le ormai famose controversie Luhmann-Naschold, Luhmann-Habermas 55 . Negli ultimi tempi, forse con un po ’ di ritardo, le idee di Luhmann, e quindi anche il dibattito su di es se, sono arrivate in Italia. Vogliamo dire subito che, a parer nostro, Luhmann non occupa una posizione molto chiara nel quadro della RS. Certo, nel suo impianto categoriale egli si ri chiama spesso, e talvolta in modo assai spregiudicato, alla ter minologia propria della sistemistica generalistica e a quella ci bernetica, ma ci sono altri elementi che contribuiscono a sfuo- care, e addirittura a rendere irriconoscibile la vera natura della sua proposta scientifica. Questi elementi non vanno ricercati, come alcuni critici sostengono, nel vasto e contraddittorio arco di riferimenti culturali che fortemente caratterizza l ’ opera di Luhmann. Ad esempio, nelle citazioni, dirette o indirette, di Hobbes, Kant, Hegel, Kierkegaard, Husserl, Spengler, Heideg ger e Gehlen 56 . Abbiamo visto che gran parte di questi stessi ri ferimenti si ritrovano anche in importanti esponenti della siste mistica generalistica, ad esempio in Bertalanffy. Il problema è un altro. Ciò che risulta particolarmente in quietante in Luhmann non è tanto il suo sincretismo culturale, quanto piuttosto il fatto che, tramite alcuni di questi accosta menti filosofici, egli riesce, volente o nolente, a rendere oscuri proprio quei pezzi della sua teoria che si sarebbero voluti più chiari. È ciò che accade, ad esempio, con la questione attinente al rapporto sistema-ambiente, questione che, come è noto, oc cupa un luogo centrale nella dottrina di Luhmann. L ’ argomento è stato già trattato con eccezionale acume da parte degli studiosi italiani 57 e non è certamente nostra pretesa voler rilevare qualcosa che sia sfuggita all ’ attenzione di quegli (ed altri) studiosi. Ci sta a cuore, però, avanzare rapidamente alcune riflessioni sull ’ argomento, giacché possono essere di uti lità al tema che stiamo esaminando. Nella sua risposta a Naschold, Luhmann scrive: «La teo

Habermas-Luhmann-Diskussion, Suhrkamp, Frankfurt am Main 1973 (Supplement 1) e 1974 (Supplement 2); H.J. G iegel , System und Krise -Beitrag zur Habermas-Luhmann-Di skussion, Suhrkamp, Frankfurt am Main 1975. Cfr. J. E sser , Einfùh- rung in die materialistische Staats- theorie, Campus Verlag, Frankfurt am Main 1975 (tr. it. Savelli, Milano 1979). 56 Circa la radice filosofica dell ’ ap proccio sistemico di Luhmann vedasi specialmente: N. L uhmann , Ztveck- begriff und Systemrationalitàt, Mohr (Siebeck), Tiibingen 1968 e N. L uh mann , Soziologische Aufklàrung, Westdeutscher Verlag, Opladen 1974 4, soprattutto il capitolo con lo stesso titolo, pp. 66 sgg. 57 Vedasi nota 54.

55 Per il dibattito Luhmann-Na schold vedasi: F. N aschold , Demo- kratie und Komplexitàt, «Politische Vierteljahrescrift», 4 (1968), 494- 518; F. N aschold , Die system- theoretische Analyse demokratischer politischer Systeme, «Politische Vier- teljahreschrift», 2 (1970), pp. 3-39; F. N aschold , Organization und De- mokratie (1969), Kohlhammer, Stuttgart 1972 3 ; L. L uhmann , Kom- plexitàt und Demokratie in Politische Planung (1971), Westdeutscher Ver- lag, Opladen 1975 2 (tr. it. Stato di diritto e sistema sociale, op. cit.). Per il dibattito Luhmann-Habermas ve dasi: J. H abermas , N . L uhmann , Theorie der Gesellschaft oder Sozial- technologie, Suhrkamp, Frankfurt am Main 1971 (tr. it. Etas Libri, Mi lano 1973); F. M aciejewski (a cura di), Theorie der Gesellschaft oder So- zialtechnologie: Neue Beitràge zur

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