Problemi della transizione 1980

Politica e scienza delle decisioni

ria sociologica dei sistemi sociali rompe con questa tradizione (la tradizione organicista del secolo XIX) in quanto considera l ’ uomo non più come parte («nicht mehr als Teil») del sistema sociale, ma come ambiente problematico del sistema stesso («als dessen problematische Umwelt»)». Nello stesso testo Luh- mann, criticando sempre la «tradizionale teoria europea della società politica», afferma: «si dava per scontato che il singolo, come individuo, fosse parte della società politica e che essa fos se formata quindi da uomini («dass diese aus Menschen be- steht»), e non, per esempio, da azioni, interazioni, ruoli, strut ture selettive di senso e simili» 58 . L ’ idea che l ’ uomo è ambiente risulta ormai un fatto acqui sito dopo i contributi dell ’ «ecologia umana». Tutto sommato, l ’ «ambiente umano» non è altro che l ’ uomo fatto ambiente e l ’ ambiente fatto uomo. Ma l ’ influenza del grande pensatore di destra tedesco A. Gehlen su Luhmann si fa particolarmente sentire in questo punto 59 : l ’ «uomo come ambiente» diventa «uomo come ambiente che non è parte del sistema sociale». In parole povere: da un lato, c ’ è il sistema sociale, un sistema di «azioni, interazioni, ruoli e strutture selettive di senso», dall ’ al tro c ’ è l ’ uomo, che viene definito come «ambiente problemati co del sistema stesso». E l ’ inconsistenza logica di questa visione è più che ovvia: da un lato, si nega che l ’ uomo sia parte del si stema sociale, dall ’ altro, e senza maggior turbamento, si consi dera che i rapporti sociali dell ’ uomo, vale a dire, le «azioni, in terazioni, ruoli e strutture selettive di senso», siano invece fon damentali parti costitutive del medesimo sistema sociale. Inol tre, è difficile capire come l ’ uomo, bruscamente messo fuori del sistema, d ’ un colpo mutato in ambiente, sia capace ancora di svolgere la funzione di «ambiente problematico del sistema». Ma dietro questo confuso sovrapporsi di astratte categorie in terpretative che poco (o nulla) consentono di interpretare, c ’ è a nostro parere un disegno. E il disegno di Luhmann acquista trasparenza quando si passa ad analizzare la sua teoria relativa alla complessità. Per Luhmann, la riduzione della complessità presuppone la drastica riduzione delle interferenze degli indivi dui nei processi decisionali. E da questo punto di vista, di sicu ro, è ideale avere l ’ uomo all ’ esterno, non all ’ interno del sistema sociale.

Turbolenza

La crescente difficoltà, prima accennata, di individuare i confini dei sistemi, è un problema che ha implicazioni teoriche, oltre che pratiche, particolarmente delicate. Assistiamo oggi, almeno a livello di macrosistemi, ad una sovrapposizione gene ralizzata di sistemi. Il che porta

spesso addirittura ad una pro Gehlen, Die Seehle im technischen Zeitalter, Rowohlt, Reinbek bei Hamburg 1957; A. G ehlen , Anthro- pologische Forschung, Rowohlt, Reinbek bei Hamburg 1961. Cfr. T. M aldonado , La speranza proget tuale, cit., pp. 15 sgg.

58 N. L uhmann , Komplexitàt und Demokratie, cit., pp. 36 sgg (tr. it. F. Spalla, cit.). 59 Sul rapporto uomo-ambiente ve dasi A. G ehlen , Der Mensch - seine Natur und seine Stellung in der Welt, Athenàum - Verlag, Bonn 1950 5 ; A.

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