Problemi della transizione 1980
Politica e scienza delle decisioni
stione, infine, dell ’ adozione di «modelli d ’ ipotesi» 62 . Ma sarebbe fuorviante (e persino mistificatorio) far crede re che i fenomeni di turbolenza sistemica sono problemi che in vestono soltanto la modellistica astratta. Investono anche, e so prattutto le basi materiali della vita sul pianeta. Non va dimen ticato che la turbolenza si abbatte oggi, e sempre con maggiore violenza, sulla società concreta, sulla società degli uomini. E i suoi effetti più devastanti si fanno sentire sulle classi lavoratrici delle aree metropolitane, e sulle masse sfruttate delle aree peri feriche del terzo mondo. A questo punto, occorre chiedersi: qual è la causa dell ’ at tuale proliferazione dei fenomeni di turbolenza? Qual è la «molla nascosta» della turbolenza, quale il suo fattore propel lente, quale il suo centro d ’ incubazione? Non c ’ è una risposta lineare a tali interrogativi. Per la semplice ragione che non c ’ è una sola molla nascosta, né un solo fattore propellente, né un solo centro d ’ incubazione, ma una miriade di esse. Tutto som mato la proliferazione di varietà nasce da una proliferazione delle fonti di varietà. Tuttavia, senza voler rendere tributo a schemi interpretati vi di nessun genere, si può dire che i paesi più avanzati del capi talismo operano come agenti di accelerazione dei processi di turbolenza. Ciò non significa che i paesi del socialismo realiz zato, e in particolare l ’ URSS come grande potenza, non assu mano talvolta lo stesso ruolo. Il capitalismo dunque non è né unica molla nascosta, né unico fattore propellente, né unico centro d ’ incubazione, ma è oggi sicuramente il più diligente ac celeratore della turbolenza sistemica. Si può affermare che la teoria delle decisioni, intesa come ricerca scientifica dei «processi decisionali in condizioni di in certezza e di rischio», non è stata finora, in Italia, recepita nei termini giusti. Almeno, non al di fuori della ristretta cerchia de gli specialisti. V ’ è più di un motivo, ma uno in particolare ci sembra determinante: l ’ arretratezza della cultura amministrati va nel nostro paese. E ovvio che in un paese in cui il processo di modernizzazione non è riuscito ancora a farsi strada, in cui — e spiace dirlo — continua a prevalere una visione rudimentale, arcaica della gestione delle cose, in cui decidere è tuttora una questione di fiuto, e solo di fiuto, c ’ era d ’ aspettarsi che una teo
Decisione
62 D.M. G visiani , Methodological Problems in Modelling Global Deve- lopment, «Soviet Studies in Philoso- phy», XVII:2 (autunno 1978), 3- 29. Si tratta di una presa di posizio ne critita di Gvisiani sui principali «modelli globali» sviluppati nei paesi capitalistici. Vanno menzionati, in questo contesto, i seguenti contributi di Gvisiani alla RS: Interaction of thè Scientific-technological Revolu tion and Social Progress, «Revolutio- nary World - An International Jour- nal of Philosophy», XXVIII (1978),
75-93; Management of Scientific and Technological Progress, «Dialectics and Humanism», 4 (autunno 1978), 89-92.
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