Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
sionismo tradizionale, ancora in vita, non oserebbero oggi più utilizzare. I nostri «decisionisti», infatti, rilanciano vetuste teo rie che ormai, dagli anni della «konservative Revolution» 66 , si credevano, una volta per tutte, sparite dall ’ orizzonte culturale europeo, persino da quello della destra. E appunto da questa ottica, così intrisa di nostalgia, che vengono avanzate le più fatue elucubrazioni parafilosofiche e paraletterarie sul potere, sul dominio, sul comando. Ma la sola nostalgia non spiega tutto: c ’ è anche il fascino inebriante di sentirsi partecipe, almeno sul piano verbale, del festino della potenza. A provarlo basta il tono magniloquente delle parole d ’ ordine più utilizzate: la «grosse Politik», la «politica in gran de», le «grandi iniziative», le «strategie lunghe». Questo «excursus» sul decisionismo ha avuto un solo sco po: tracciare una chiara linea di demarcazione tra il decisioni smo e la teoria delle decisioni. Ma questa contrapposizione, di ciamolo subito, non va interpretata come il tentativo di fornire una visione scientificamente trionfalista della teoria delle deci sioni (TD). Anzi, noi cercheremo di dimostrare che, negli ulti mi tempi, la TD è stata costretta ad un ’ essenziale ridefinizione del suo statuto scientifico. La TD, secondo una definizione tanto semplice quanto ef ficace, studia come si prendono decisioni e come si possono prendere meglio. Di questi due compiti, il primo configura la parte analitico-descrittivo-conoscitiva della TD, il secondo la sua parte analitico-prescrittivo-operativa 67 . La distinzione però è arbitraria. E ciò emerge con estrema chiarezza in quanto si constata che, per svolgere le loro specifiche indagini, essi ricor rono ai medesimi strumenti di analisi. Nella maggior parte, si tratta di teorie, metodi e tecniche che contribuiscono alla for malizzazione matematica dei processi decisionali 68 .
thodology, J. Wiley and Sons, New York 1975, J. M organ J ones , In- troduction to Decision Theory, R.D. Irwin Homewood, 111. 1977. 68 Molti degli strumenti di analisi della TD sono gli stessi utilizzati dal la «Ricerca Operativa» («Operation Research») e dalla «Teoria della riso luzione di problemi» («Theory of Problem Solving»). Mi sia consentito elencare i principali: programmazio ne lineare, programmazione non-li- neare, programmazione dinamica, teoria della probabilità, strategia di Bayes, alberi delle decisioni, teoria delle scelte, simulazione, analisi del cammino critico, indagine campiona ria, euristica, teoria delle code, teoria dell ’ utilità.
66 Sulla «konservative Revolution» vedasi A. M ohler , Die konservative Revolution in Deutschland, Wissen- schaftliche Buchgesellschaft, Darm stadt 1972. Il primo a proclamare la «konservative Revolution» è stato H. von H ofmannstahl in Das Schrif- tun als geistiger Raum der Nation (1927), pubblicato in Erzàhlungen und Aufsàtze, Fischer, Frankfurt am Main 1957, p. 740. Sulla «konserva tive Revolution» in Francia vedasi Z. S ternhell , La droite révolutionnai- re 1885-1914 - Les origines fran^ai- ses du fascisme, Seuil, Paris 1978. A proposito del «decisionismo» nel contesto della «kulturelle Revolu tion», vedasi C h . G raf von K roc - kow , Die Entscheichung. Eine Un- tersuchung ùber Ernst Junger, Cari Schmitt, Martin Heidegger, F. Enke, Stuttgart 1958. 67 Per una trattazione più dettagliata dell ’ assetto metodologico della TD vedasi R. D uncan e H. R aiffa , Ga- mes and Decisions, John Wiley and Sons, New York 1958, M. T ribus , Rational, Descriptions, Decisions and Designs, Pergamon Press, Lon don 1969, D.J. W hite , Decision Me
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