Problemi della transizione 1980
Politica e scienza delle decisioni
euristico» che di questo è la più logica conseguenza sul piano operativo. Oltre a ciò, il nuovo indirizzo si manifesta ugual mente nel modo di misurarsi con la questione del rapporto conoscenza-ignoranza nel campo specifico delle scelte decisio nali. Molto sensibili a questo argomento sono gli economisti. Infatti, G.L.S. Shackle, il noto economista britannico, è stato uno dei primi ad approfondire la dialettica di tale rapporto. «Decisione — nota Shackle — è scelta, ma non scelta in per fetta conoscenza, né scelta in perfetta ignoranza. Decisione è piuttosto scelta di fronte a incertezza limitata» 77 . Da tutti gli aspetti appena sfiorati, si va delineando una TD che avanza verso una razionalità aperta, che ha cominciato a sperimentare metodi più adatti ai formidabili mutamenti che stanno avvenendo nell ’ universo sistemico. Ma le difficoltà esi stono, e sono tutt ’ altro che irrilevanti. Si cerca oggi, ad esem pio, di rispondere ai fenomeni di turbolenza con una maggiore fluidità dell ’ universo decisionale nel suo insieme. Non va na scosto, però, che se fallisce il tentativo di stabilire limiti precisi, cioè «vincoli» ad una tale fluidità, è probabile che si possa rica dere, come acutamente prevede Bodei, in «una vacua e invo lontaria ripetizione del bergsonismo» 78 . Vanno intese come tentativi di stabilire tali limiti alcune recenti elaborazioni teoriche della cibernetica sociale. Si tratta di studi che cercano di applicare la «logica» cibernetica ai pro blemi relativi all ’ area della politica internazionale, un ’ area, questa, notoriamente turbolenta, e nella quale la fluidità deci sionale è d ’ obbligo. Le proposte che emergono tendono, da un lato, a confermare i vantaggi dell ’ attuale fluidità metodologica della TD, dall ’ altro, a contenere, entro il possibile, il suo grado di libertà. Tra questi tentativi forse il più interessante è quello di J.D. Steinbruner 79 . Steinbruner contrappone al tradizionale paradigma «analitico» un paradigma «cibernetico». Ma non è certamente questo il suo contributo più originale. Da giudicare tale è piuttosto il suo sforzo per arricchire l ’ approccio ciberne tico con elementi di «psicologia cognitiva». Il punto è impor tante perché è qui, sul piano cognitivo, che Steinbruner riesce a individuare «vincoli» atti a disciplinare (diciamo, fluidamente) la fluidità metodologica della TD.
Democrazia
È noto, da sempre, che la democrazia non è indipendente dal rapporto ordine-disordine. Lo sapeva già Platone, e anche Hobbes. Non meno consapevoli ne sono stati tutti coloro che, nel corso della storia, hanno assunto posizioni favorevoli o contrarie alla democrazia come assetto societario. La questione è attuale. Nella presente trattazione sono emersi una serie di
77 G.L.S. S hackle , Decision, Order and Time (1961), cit., p. 5 Sullo stesso tema cfr. B.J. L oasby , Choice Complexity and Ignorance, Cam bridge University Press, Cambridge 1976.
78 R. B odei , Comprendere, modifi carsi, cit., p. 202. 79 J.D. S teinbruner , Thè Cyberne- tic Theory of Decision - New Dimen- sions of Politicai Analysis, Princeton University Press, Princeton, N. J., 1974.
31
Made with FlippingBook - Online catalogs