Problemi della transizione 1980
Ragione, democrazia e scienza
de scandalo quando il dr. Freud sottrarrà alla filosofia persino la cosiddetta vita interiore fondando la psicologia scientifica. Dilthey credeva, da buon erede di Hegel, di cavarsela affer mando che nell ’ oggetto della filosofia rientravano comunque almeno «le relazioni delle singole scienze fra loro, il loro intimo ordine» (Dilthey, L'essenza della filosofia, Brescia 1971, p. 40). Ma se la sociologia divenisse davvero una unitaria scienza della società, come quella vaticinata da Marx, non dovrebbe fornire (e perché dovrebbe essere impossibile?) una spiegazione anche di questo intimo ordine? O, detto in altri termini, la so pravvivenza di una filosofia resterà legata alla incapacità della sociologia di arrivare a questa spiegazione unitaria e causale, e solo a questo. Quanto a James, da lui prende avvio su base sistematica la riduzione del grande problema della verità e mera funzione dell ’ agire. Importante non è più sapere, ma agire e quindi, al più, sapere ciò che è utile ad agire. Un autonomo problema fi losofico non c ’ è più, e tuttavia la funzionalità in cui esso è risol to non è affatto quella di una storia sociale delle categorie, ma una sorta di neoutilitarismo nel quale spicca il primato dell ’ azione. Se Cartesio aveva detto che pensare bastava per es sere, adesso basterà essere per pensare. Anche qui si avrà pre sto un innesto con la sociologia: la sociologia della conoscenza ci dirà che una ricognizione dell ’ ambiente è sufficiente a darci conto dei problemi teoretici. Bergson, infine, completerà questa iperesaltazione della specificità delle scienze dello spirito mettendo in chiaro che or gano fondamentale di conoscenza dell ’ uomo è l ’ intuizione e che l ’ intuizione fa corpo con la volontà e dunque con l ’ azione. Tutta la filosofia del Novecento si ispira per l ’ essenziale a queste linee fondamentali di pensiero: neohegelismo, storici smo, fenomenologia, esistenzialismo, neomarxismo. Per questo essa rinuncia sostanzialmente tanto ai confronti classici con i grandi problemi teoretici quanto ai grandi problemi dell ’ analisi sociale. Nei primi non può più credere, nei secondi è sostituita dalla sociologia. La filosofia si ripiega allora sul metodo, ma su un metodo che, per essersi contrapposto alla scienza, respinge l ’ indagine storico-positiva di rapporti sociali determinati (cosa affidata alle scienze particolari) e tuttavia pretende di vederne e magari costruirne l ’ insieme. Il discorso della filosofia diventa discorso sul discorso, metadiscorso così come il suo discorso sul linguaggio sconfina nel metalinguaggio mentre il suo di scorso ricostruttivo finisce in una... filosofia della totalità. 2. Metalinguaggio, primato dell ’ azione, dissoluzione dell ’ analisi nella indagine fenomenologica di un ’ esistenza indi viduale non chiarita dall ’ indagine sociale; ecco in breve il recin to entro cui la filosofia è costretta a muoversi, dopo l ’ irruzione della scienza e delle sue irrinunciabili pretese. Ma si tratta di tre piani di indagine dai quali è assai difficile trarre indicazioni pa ri alle aspettative e, comunque, pari alle necessità dell ’ epoca. A che servono mai i metalinguaggi e le digressioni sul significante se non chiariscono i significati? Naturalmente è vero anche il reciproco, ma mentre le scienze particolari aggrediscono da ogni lato i significati e su di essi costruiscono un fitto tessuto di
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