Problemi della transizione 1980
L ’ umorismo pirandelliano
gnata la parte del marito e ad essa resta fedele, ma al tempo stesso Leone si nega, come personaggio, nell ’ atto della riflessio ne, vale a dire nella drammatizzazione umoristica operata dai suoi discorsi e dalle sue stesse non-azioni. L ’ essere non coincide e non può più coincidere con l ’ apparire, così come il ‘ personag gio ’ Leone non coincide con rumorista ’ Leone. Se la logica dell ’ identità è la base e la ratio essendi del personaggio, Leone non è più un personaggio; con la caduta del personaggio, cade anche la base psicologica dell ’ empatia. In un passo del suo Entretien infini , Blanchot cita il detto di Apollo ad Admeto, espresso dal poeta Bacchilide: «Tu sei un semplice mortale e perciò la tua mente deve ospitare due pen sieri alla volta» 13 . Ma in Pirandello la rottura dell ’ identità si compie attraverso un percorso sofistico. Proprio l ’ affermazione di Protagora relativa al fatto che su ogni argomento possono darsi due discorsi contrari tra loro ( Suo Xóyot elvat -spi ~avxò; TzpdypiaTOg àvTtxetpEvot cxZXf|Zoi$) 14 infrange la logica di una veri tà intrinsecamente compatta, immutabile, necessaria ed eterna, il sentimento «mutabile e vario» della vita — come lo chiama Pirandello — non è certo preservato in virtù del relativismo protagoreo dalla mortificazione dell ’ assolutizzarsi logico; ep pure è un fatto che il tipo di drammatizzazione pirandelliana si realizza, nella sua forza straniante, per effetto dell ’ argomentare sofistico. C ’ è l ’ argomento della'passione e quello della astrazio ne, c ’ è la maschera-feticcio sociale e la maschera ‘ nuda ’ , c ’ è la «corda civile» e la «corda pazza»: c ’ è, insomma, un articolarsi della scrittura affidato alla tensione agonale ed eccentrica di quelli che ancora Protagora chiamerebbe Zóyot xa-rapdXzovTe; 15 (discorsi demolitori). Certamente Pirandello è più vicino ai pensatori greci del V e del IV secolo che alla cultura cattolico provinciale dell ’ Italietta: il movimento umoristico delle antilo gie, che gli valse l ’ accusa di cerebralismo, costituisce infatti un oltraggio alla dignità del teatro naturalista e verista, ostacola quell ’ «attenuazione dei contrasti», mina quella «fittizia armo nia» a cui — come notava Brecht — hanno sempre mirato le rappresentazioni del teatro borghese 16 . Il sofisma, il paralogi- sma, la persuasione retorica sono una sfida all ’ ordinato equili brio della crociana dialettica dei distinti e senza peraltro prelu dere ad un ’ estetica razionalistica, diventano i mezzi inconsueti di uno spostamento dei tradizionali centri di gravità dell ’ azione drammatica. L ’ argomentare umoristico è più assimilabile — come dissacrazione e allucinazione sofistica — alla «persuasio ne» di Michelstaedter, che alla retorica del naturalismo e dello psicologismo. Ma va approfondito — e questo è decisivo perché si possa cogliere Pirandello nella prospettiva delle avanguardie storiche — il modo con cui nella struttura dialogica del teatro pirandel liano viene tematizzata la riflessione, così da determinare la sfasatura grottesca del canovaccio naturalista, il sovvertimento della forma illusionistica di drammatizzazione. Questa altera 13 M. B lanchot , zHZrafte- di E. Castellani, Torino 1975, p. nimento, Torino 1977, p. 278. 189. 14 Diels, II A 1 (Diog. IX, 50 ss). 15 Diels, UBI. 16 B. B recht , Aggiunte al ‘ Brevia rio ’ ì in Scritti teatrali, 3 voli., introd.
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