Problemi della transizione 1980
L ’ umorismo pirandelliano
scia nella gola» poiché questa «è così sempre ingorda di se stes sa, che non si lascia assaporare» 26 . All ’ attaccamento immagi nario e senza interesse dell ’ uomo dal fiore in bocca per la vita altrui, corrisponde, in Leone, l ’ operazione di svuotamento del sentimento e di estrazione del concetto dal guscio come nel ce lebre monologo dell ’ «uovo fresco». «Leone: Tu devi guardarti da te stesso, dal sentimento che questo caso suscita subito in te e con cui t ’ assalta! Immediata mente ghermirlo e vuotarlo, trarne il concetto, e allora, puoi anche giocarci. Guarda, è come t ’ arrivasse all ’ improvviso, non sai da dove un uovo fresco [...] Se non sei pronto a ghermirlo; te ne lascerai cogliere o lo lascerai cadere. Nell ’ un caso e nell ’ al tro, ti si squacquererà davanti o addosso. Se sei pronto, lo prendi, lo fori, e te lo bevi. Che ti resta in mano? Guido: Il guscio vuoto. Leone: E questo è il concetto. Lo infilzi nel pernio del tuo spillo e ti diverti a farlo girare, o lieve lieve ormai, te lo giuochi come una palla di celluloide, da una mano all ’ altra: là, là e là. — Poi: paf! Lo schiacci tra le mani e lo butti via» 27 . L ’ umorismo come «sentimento del contrario», come dia lettica ‘ intellettuale ’ del vuoto, sconfina qui in un atteggiamen to nichilista che ricorda quello dell ’ uomo ‘ tolemaico ’ di Gott fried Benn. L ’ estrazione del concetto dal guscio pieno della vita è assimilabile all ’ ottica del Tolemaico, per la quale l ’ infinitudi- ne copernicano-bruniana dei mondi è ridotta alla misura finita, relativa di un ‘ geocentrismo interiore ’ fondato sul nulla, alla di mensione del bruto ‘ esser gettato ’ nell ’ esistenza. Dopo la liqui dazione di ogni dover-essere e la bancarotta dei valori umanistico-occidentali, altro non resta, per il Tolemaico, se non il virtuosismo dello sguardo, «lo stile del vedere». Restare «fedeli al proprio gioco» — dirà Benn — «lasciare che le pro prie nuvole passino all ’ orizzonte, inghirlandare le finestre e dal le finestre salutare ancora una volta tutto l ’ Occidente [,..]» 28 . Il «sentimento del contrario» ricorda l ’ interesse che il Tolemai co ha per le ‘ controcorrenti ’ . Anche quella deH ’ umorista è un ’ «ottica», un lavoro con le lenti, non diversamente dall ’ arte o dalla «saggezza di vita» del Tolamaico: «Sono un ottico, la
26 L'uomo dal fiore in bocca, cit., p. 306. Si veda L. P irandello , Fogliet ti, in Sa, p. 1272: «La vita gli pulsava alla gola, col gusto di tante cose, in dicibile, che gli dava l ’ affanno e quasi lo faceva piangere, dalla pienezza della gioia che ne aveva e nel vedere che tutti ne godevano come lui, vo lendosi bene tutti soltanto per que sto. Ma aveva una strana apprensio ne, non che a dirlo, anche a pensarlo, come se col solo pensarlo dovesse fi nire». 27 II gioco delle parti, cit., pp. 330, 331. Un ’ immagine analoga, sia pure in un contesto e con intendimenti di versi, è in Schiller, che parlando di Klopstock, scrive: «Seine Sphàre ist immer das Ideenreich, und ins Unen- dliche weiss er alles was er bearbeitet, hinùberzufuhren. Man mòchte sagen er ziehe allem, was er behandelt, den
Kòrper aus, um es zu Geist zu ma- chen, so wie andre Dichter alles Gei- stige mit einem Kòrper bekleiden» (F. S chiller , Uber naive und sentimen- talische Dichtung, in Sàmtliche Wer- ke, 5 voli, a cura di G. Fricke e H.G. Gòpfert, Mùnchen 1975 5 , V, p. 736). 28 G. B enn , Romanzo del Fenotipo e il Tolemaico, a cura di L. Zagari, Torino 1973, p. 124.
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