Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
personaggi in cerca d ’ autore sono personaggi che esistono e vo gliono esistere e si vogliono indipendentemente dalla volontà del loro autore, addirittura contro di questa. Essi sono più reali dell ’ autore, nel senso che essi divengono continuamente quel che già da sempre sono, essi ‘ sono ’ la vicenda interna alla loro forma, essi sono il movimento interno alla forma. L ’ asse della drammaturgia pirandelliana gravita su questa estraneità fanta stica umoristica che non è più o non è soltanto prodotto di un ’ oggettivazione creativa, ma vita divenuta altra vita proprio perché il modo in cui è stata ‘ provocata ’ , la forma in cui consi ste è diventata altro dal soggetto, è addirittura in grado di ri baltare il rapporto che lega il soggetto alla sua funzione, trasfe rendo la realtà, tutta la realtà, nella finzione. «Posso soltanto dire — scrive Pirandello nella prefazione ai Sei personaggi — che, senza sapere d ’ averli punto cercati, mi trovai davanti, vivi da poterli toccare, vivi da poterne udire perfino il respiro, quei sei personaggi che ora si vedono sulla scena. E attendevano, lì presenti, ciascuno col suo tormento segreto e tutti uniti dalla nascita e dal viluppo delle vicende reciproche, ch ’ io li facessi entrare nel mondo dell ’ arte, componendo delle loro persone, delle loro passioni e dei loro casi un romanzo, un dramma o al meno una novella. Nati vivi, volevano vivere» 45 . Questi perso naggi non sono sospesi in un limbo tra essere e non-essere, non affiorano in un crepuscolo di forme indistinte, sono già sbalzati dal flusso inesauribile della vita, non già espressi dalla matrice inestinguibile del divenire: chiedono soltanto al loro autore che li componga in una forma, o meglio che leghi indissolubilmente la loro vita a una forma, che stampi per l ’ eternità i tratti del lo ro spasimo, il significato del loro esistere in una materia nella quale sia dato ad essi ripetere perpetuamente se stessi, la loro storia. Il «bisogno spirituale» (filosofico) di cui parla Pirandel lo nella citata prefazione, per cui non vengono ammessi nella sfera dell ’ arte «figure, vicende, paesaggi che non s ’ imbevano, per così dire, d ’ un particolare senso della vita, e non acquisti no, con esso, un valore universale», e questo bisogno spirituale non verrebbe soddisfatto nel dare vita artistica a questi perso naggi: per questo l ’ autore li rifiuta o tenta di rifiutarli. Ma è la loro stessa pienezza d ’ esistere a costringere l ’ autore a lasciarli essere sulla scena. «Ed è avvenuto naturalmente quel che dove va avvenire: un misto di tragico e di comico, di fantastico e di realistico, in una situazione umoristica affatto nuova e quanto mai complessa; un dramma che da sé per mezzo dei suoi perso naggi, spiranti, parlanti, semoventi, che lo portano e lo soffro no in loro stessi, vuole a ogni costo trovare il modo d ’ essere rappresentato; e la commedia del vano tentativo di questa rea lizzazione scenica improvvisa» 46 . Che cos ’ è divenuto, dunque, il teatro? Non certo semplicemente ‘ teatro nel teatro ’ , ma un teatro che si sforza di realizzare, senza peraltro riuscirvi, il «bi sogno spirituale» di dare a figure vicende paesaggi un partico lare senso di vita e quindi un valore universale. Ma questo
45 L. P irandello , Sei personaggi in cerca d ’ autore, in Maschere nude,
cit., I, p. 14. 46 Ivi, p. 16.
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