Problemi della transizione 1980
PROBLEMI DELLA TRANSIZIONE
Sociobiologia e linguaggio scientifico
di Domenico Palenzona 1. Leggendo l ’ intervista pubblicata in «Rinascita», 15 febbraio 1980, sotto il titolo È davvero tutta colpa dei geni? si rimane colpiti dal contrasto tra la personalità delle persone partecipanti all ’ intervista ed il tono quasi sommesso del conte nuto, quasi un non voler affrontare la tematica che sta alla base di opere come Sociobiologia di Wilson e 11 gene egoista di Daw kins (ambedue pubblicate da Zanichelli, Bologna). Ci si poteva aspettare che il dibattito sulla misura biologica dei valori socia li, che si è ravvivato nell ’ ultimo decennio, subisse una centratu ra, un ridimensionamento, una chiarificazione. Ma ancora una volta la barriera che divide chierici e laici, addetti ai lavori e l ’ uomo della strada, ha funzionato facendo il gioco di chi opera nell ’ area grigia della traduzione del linguaggio scientifico in lin guaggio comune. L ’ operatore scientifico usa un linguaggio specialistico, un «gergo» che viene difficilmente compreso non soltanto dall ’ uo mo della strada, ma anche da operatori scientifici che lavorano in campi neanche molto diversi. L ’ operatore scientifico non si preoccupa in genere di tradurre i risultati del suo lavoro in lin guaggio comune: anzi questa operazione viene considerata po co remunerativa in quanto scoraggiata dalle convenzioni esi stenti nella comunità scientifica. Come ai tempi di Galileo, an che oggi chi non scrive in «latino», in gergo specialistico, viene ritenuto poco serio e viene discriminato in molti modi. Questo è ovviamente uno dei tanti meccanismi che contribuiscono a isolare l ’ operatore scientifico dal contesto sociale. Eppure la traduzione del linguaggio scientifico in linguaggio comune è importante, tanto importante che si è inventata la divulgazione scientifica, semplicistica e inesatta, ma assai funzionale nel compito di controllo delle relazioni tra scienza e società. Questa divulgazione scientifica dovrebbe assolvere il com pito di soddisfare le esigenze di informazione generale e di fun zionare da tramite per la comunicazione tra specialisti operanti in settori diversi della ricerca scientifica. Non ci si può certo meravigliare se, stando così le cose, la comunicazione manca con conseguente frammentazione del sapere. Spesso l ’ opera di divulgazione contiene errori (?) così evi denti su argomenti di interesse generale per cui l ’ operatore scientifico viene consultato sui fondamenti scientifici delle noti zie divulgate: in questi casi egli si trova senza adeguati strumen ti di comunicazione, incapace di comunicare agli altri il suo modo di vedere le cose, se non usando un linguaggio preso a prestito dalla divulgazione scientifica (di cui sopra). Accade co
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